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10 ragazzi alla conquista di Maribor! Parte 1

Nell’ambito del progetto MY FVG – Mobility of Young students for Friuli Venezia Giulia TOURism industry, a febbraio 2020, 10 ragazzi sono partiti alla volta di Maribor per svolgere tirocini in diversi ambiti lavorativi legati al turismo, tra cui le vendite, l’hotellerie, la ristorazione, il marketing, le relazioni internazionali, le lingue, ma anche per fare un’esperienza di vita che, come ci raccontano loro stessi, porteranno con loro per sempre.

ANDREA CANZIANI

Il 3 febbraio 2020 io e il mio gruppo siamo partiti per Maribor, come detto dalla riunione pre-partenza avevo già fatto mente locale di come sarebbe stata la città, con un clima freddo e piena di cose interessanti da scoprire. Da subito siamo stati accolti in una maniera fantastica, da quando sono venuti a prenderci, fino all’arrivo della nostra coordinatrice di ZNI.

I primi giorni per me sono stati un po’ faticosi: dormire in un letto diverso, vivere con 10 persone quasi del tutto sconosciute e soprattutto adeguarmi alle loro esigenze come per esempio scegliere insieme cosa mangiare per cena. Durante i primi giorni abbiamo avuto incontri di formazione e corsi sulla sicurezza sul lavoro presso ZNI e, dopo il colloquio con il mio tutor dell’azienda, il giorno dopo ho iniziato a lavorare presso l’hotel a cui sono stato assegnato, l’Hotel Mlada Lipa. Nonostante qualche difficoltà nel comunicare in inglese, mi diverto e mi stanno insegnando un sacco di cose in cucina.

Durante la prima settimana abbiamo fatto molti giri per la città, abbiamo visitato un museo dove il curatore ci ha raccontato delle cose molto interessanti di Maribor nella seconda guerra mondiale e siamo stati a mangiare in due pub del centro. Domenica è stato il giorno migliore, siamo andati a visitare il monte Pohorje dove, dopo aver preso la seggiovia, abbiamo camminato fino in cima, siamo saliti in una torre e abbiamo visto tutta Maribor, una vista fantastica. 

La seconda settimana è stata molto più semplice per me, ho preso confidenza con il sistema di trasporti e con le strade delle città, durante i giorni di lavoro mi sono divertito molto e lo staff della cucina, oltre a spiegarmi tutto quello che dovevo fare, mi ha insegnato moltissime cose e nuove tecniche di lavoro: quello che mi piace di più del mio ambiente lavorativo è che c’è un clima positivo dove si ride e si scherza mentre si lavora e non un clima rigido dove bisogna lavorare in silenzio. Al lavoro ho anche scoperto nuove verdure che non avevo mai visto e utilizzato in Italia, come il sedano rapa e la barbabietola, ho scoperto nuove attrezzature da cucina come un forno di ultima generazione touch-screen con lo schermo, dove si può impostare il tipo di cottura per un determinato alimento, ho scoperto anche un frullatore auto riscaldante.

Nella seconda settimana il rapporto con il mio gruppo è molto migliorato, ridiamo e scherziamo insieme mentre facciamo tutte le attività che dobbiamo fare come ad esempio fare la spesa e preparare la cena. Sabato ci siamo svegliati presto per partire per Budapest, dove abbiamo passato l’intera giornata. Una volta arrivati, abbiamo visitato la cosiddetta “Cittadella”, considerata uno dei posti più panoramici per osservare dall’alto tutta la città, poi ci siamo spostati verso la Chiesa di San Mattia, una costruzione davvero fantastica, un po’ come tutti gli edifici della città: ogni edificio aveva qualcosa di particolare che mi piaceva tantissimo e mi ricordava qualcosa di ogni città che avevo già visitato. Abbiamo visitato anche il mercato centrale ma la parte più divertente del viaggio è stata quando siamo andati sull’isola margherita di Budapest dove abbiamo noleggiato dei risciò e abbiamo fatto un giro divertendoci come matti.

La terza settimana è stata la più bella, soprattutto al lavoro, lo staff dell’Hotel è stato fantastico, sia in cucina che in sala, scherzavamo e ridevamo insieme anche se c’era il problema della barriera linguistica. Mi hanno insegnato molte cose come: sfilettare il pesce e pulirlo, tagliare e pulire i petti di pollo e fare la pizza, sono molto contento di aver imparato queste cose perché erano le uniche cose che non sapevo ancora fare. Ho anche migliorato la mia tecnica di tagliare gli alimenti e di affilare i coltelli con l’acciaino. Lo staff di cucina mi ha insegnato anche a migliorare la mia tecnica di preparare i loro antipasti tipici e di come arrotolarli nel modo giusto con la pellicola come con i filetti di maiale dopo l’aromatizzazione, tipica della loro procedura pre-cottura.

Il rapporto con il mio gruppo è molto migliorato, rispetto alle prime settimane, soprattutto nell’ambito dell’organizzazione per fare la spesa, cucinare, lavare i piatti e svolgere i compiti di gruppo. Abbiamo avuto la possibilità anche di visitare molti posti a Maribor come l’escape room, dove ci siamo molto divertiti.

Durante il corso della settimana abbiamo anche provato due ristoranti nuovi, uno tipico del territorio e uno di cucina vietnamita, che a parer mio erano fantastici soprattutto perché la mia passione è la cucina e scoprire nuovi gusti e sapori per me è sempre una grande soddisfazione. La domenica siamo andati a vedere il carnevale di Ptuj, abbiamo visto anche il castello e le armi al suo Interno conservate benissimo. Il carnevale è stato fantastico perché era la giornata del carnevale mondiale e quindi abbiamo avuto la possibilità di vedere ogni tipo di carnevale tipico del territorio e dell’Europa: dal carnevale tipico francese a quello austriaco con i krampus e i loro vestiti tipici oppure il carnevale tipico della Sardegna.

Questa esperienza mi è piaciuta molto, sia nell’ambito ricreativo che in quello lavorativo, dove sono migliorato a convivere con altra gente e ad adattarmi a loro e alle loro esigenze.

EMELA MUSTAFOSKA

Prima di partire per l’Erasmus ero molto agitata ma anche molto eccitata all’idea di fare quest’esperienza. Non so neanche dire quello che mi aspettavo, ero aperta ad ogni possibilità, e speravo solo di trovarmi bene con i compagni, per il resto mi sarei adattata. Finalmente il 3 febbraio era arrivato.

Siamo partiti e devo dire comunque che la mia prima impressione è stata molto positiva. Fin dal primo giorno ho legato tanto con la mia compagna di stanza, e in generale tutti abbiamo iniziato ad aprirci gli uni con gli altri. Andavamo tutti molto d’accordo e ci divertivamo sempre un sacco e la nostra group leader è la migliore, quindi sotto questo punto di vista sono stata davvero contenta. 

Per quanto riguarda l’ostello, era carino ed accogliente, inoltre abbiamo avuto la fortuna di stare al piano terra, che secondo me era la zona migliore di tutto l’ostello. Anche la città di Maribor mi ha colpita positivamente, è carina ed è stato facile capire come orientarsi, anche ci abbiamo messo un po’ a capire come funzionavano i trasporti, ma una volta capito abbiamo iniziato a sentirci come a casa.

Dopo i vari corsi di formazione, giovedì 6 febbraio c’è stato il mio colloquio di lavoro. Ero abbastanza preoccupata perché io studio economia e relazioni internazionali per il marketing, ma a scuola non abbiamo mai fatto una lezione sul marketing e mi è capitata proprio un’azienda che lavora principalmente in questo settore. Questa mia preoccupazione è passata quando ho conosciuto il mio tutor, i miei colleghi e l’azienda in generale. Il giorno dopo ho iniziato a lavorare e mi hanno insegnato le basi per usare Photoshop, ho modificato varie foto con questo programma e ho scritto degli annunci riguardanti queste foto. L’ufficio in cui lavoro è ben arredato e i miei colleghi sono sempre stati disponibili per aiutarmi in caso di bisogno.

Domenica 9 febbraio siamo stati a Pohorje, la catena montuosa di Maribor. La mia compagna di stanza ed io avevamo strati e strati di vestiti addosso, per la paura che facesse freddo, invece il tempo era magnifico, sembrava una giornata di primavera. Siamo saliti sulla funivia e la vista era davvero bella, peccato che non c’era la neve però. In seguito abbiamo fatto una lunga passeggiata e siamo arrivati al punto più alto di Pohorje, da lì si vedeva tutta Maribor! Per finire, abbiamo mangiato in un ristorante lì vicino in cui il cibo era molto buono e, per finire la giornata in bellezza siamo andati a pattinare sul ghiaccio. È stata la mia prima volta in assoluto ma nonostante le difficoltà iniziali mi sono divertita un mondo e tutto sommato questa prima settimana non poteva andare meglio!

Durante la seconda settimana a Maribor, mi sono completamente immersa nel mondo del lavoro. Ho capito cosa si prova a lavorare e essere indipendente. Cercare di cavarsela senza, ad esempio, l’aiuto dei genitori. E quando ho visto che potevo farcela, per me è stata una conquista.

A lavoro sono diventata sempre più aperta e non mi sono più sentita timida come i primi giorni. Oltre che a modificare le foto e scrivere degli annunci, mi hanno dato un ulteriore compito: scrivere degli articoli sui vari trend del marketing 2020. La cosa più bella però è stata quando il mio tutor mi ha offerto di scrivere un ulteriore articolo per un suo libro sul marketing che sta scrivendo: questa proposta mi ha fatto sentire veramente importante e non solo una ragazzina di 17 anni che sta facendo la sua prima esperienza lavorativa. 

La cosa più bella della seconda settimana è stata la gita a Budapest, dove siamo stati sabato 15 febbraio. Durante questo viaggio abbiamo dimostrato tutti una buona capacità organizzativa, poiché siamo riusciti a vedere più cose possibili anche se ci siamo stati solo un giorno, tra l’altro, con tutta la stanchezza. È stata una gita meravigliosa, Budapest è troppo bella e tutta la stanchezza e tutta la fatica ne sono valse la pena! Un’esperienza da non dimenticare mai. 

L’ultima settimana è stata quella più vivace, nella quale abbiamo fatto svariate cose. A lavoro ho imparato ad usare altri programmi e le foto che ho modificato sono poi state pubblicate sul profilo Instagram dell’azienda. Nel tempo libero abbiamo provato un ristorante vietnamita e uno balcanico che si trova in centro, dove ho mangiato il migliore cibo balcanico della mia vita, e se lo dico io, in qualità di macedone è vero! 

Nel weekend siamo andati a visitare il museo delle illusioni ottiche che se pur piccolo è stato uno spasso, c’erano diverse illusioni che ti lasciavano a bocca aperta e che a parole non puoi descrivere. Domenica 23 febbraio invece siamo andati a Ptuj, una città slovena conosciuta soprattutto per il carnevale, di cui la tipica maschera sono i “Kurent”. Ci siamo andati con altri gruppi come noi: un gruppo polacco, uno spagnolo e un altro italiano. È stato molto interessante, soprattutto dopo aver scoperto che al carnevale partecipavano anche altri paesi europei. 

Ma di sicuro l’esperienza migliore di questa settimana è stata andare all’escape room di Maribor. L’escape room è una specie di gioco nel quale tu ti immergi e devi cercare di uscire risolvendo vari enigmi e indovinelli che variano a seconda del tema che hai scelto. Devo ammettere che in alcune parti ha fatto paura ma per il resto abbiamo riso e spremuto il cervello per risolvere tutti quelli enigmi e soprattutto si è visto in noi una grande capacità collaborativa. Perché da sole non ce l’avremmo mai fatta. 

Questa esperienza mi è stata di grande aiuto, sia per crescere a livello culturale e del lavoro sia come persona. A lavoro ho imparato tante cose e mi sono sempre sentita utile. Anche con i miei compagni la stessa cosa, spero di non perdere mai i contatti con loro e di ritrovarci tutti insieme ogni tanto e ridere come prima.

Ringrazio tanto a chi mi ha dato la possibilità di partecipare a questo progetto, ringrazio la nostra group leader Sara – senza di lei non sarebbe mai stato così interessante! – e ringrazio i miei compagni per essere stati sempre disponibili per me in caso di bisogno.

Questa esperienza mi ha aperto il mondo, mi è stata utile per tante cose: ho stretto un’amicizia fortissima con gli altri, ho imparato a sentirmi più sicura di me stessa, ho imparato a essere più spontanea e a non avere paura di sbagliare.

Non mi dimenticherò mai di tutto ciò!

NATALIA ALESSI

Quando ho partecipato alla selezione dell’Erasmus, speravo vivamente di andare a Perpignan, e non posso negare la mia delusione quando ho scoperto di essere stata mandata a Maribor. Per quanto la trovassi una città carina e accogliente, non era ciò che mi aspettavo dal bando, ma nonostante ciò ero curiosa di cosa mi avrebbe portato questa esperienza. Non mi ero resa conto di quanto fosse reale fino a quando non ho partecipato all’incontro a Udine con gli altri ragazzi e la nostra tutor Sara: da quel momento non ho fatto altro che pensare alla partenza, piena di preoccupazioni. Le mie paure erano molte: se non mi trovassi bene a lavoro? Se non piacessi ai miei compagni? Se non riuscissi ad integrarmi? Era un’esperienza totalmente nuova per me e ne ero abbastanza impaurita, ma d’altro canto sapevo di averne bisogno per crescere. 

Quando il fatidico giorno della partenza è arrivato avevo i nervi a fior di pelle. Fin da subito, però, ho capito di trovarmi in un gruppo di persone piacevoli e che la nostra group leader non era un semplice capo ma cercava di stringere un rapporto con noi sostenendoci nella nostra esperienza. L’ostello ha superato le mie aspettative, soprattutto la zona cucina, che mi dà proprio un’atmosfera di casa. I primi giorni, tra i corsi di formazione, city tour e le amate terme, sembrava quasi una vacanza e un momento per rilassarmi, fino a quando non è iniziato lo stage. Sotto questo punto di vista mi ritengo veramente fortunata, perché ho trovato delle persone veramente disponibili e che mi fanno sentire a mio agio, mi fanno divertire e al tempo stesso mi insegnano tante cose. L’hotel in cui lavoro è veramente bello, ma l’atmosfera lo è ancora di più: non mi sento la stagista di turno a cui fanno pinzare i fogli, bensì qualcuno a cui loro non vedono l’ora di insegnare tante cose. Il rapporto tra noi compagni è sempre più affiatato, anche con la nostra tutor Sara, cosa di cui sono contenta essendo consapevole di non avere un carattere sempre piacevole a tutti. La cosa che mi ha stupita è il rapporto con la mia compagna di stanza, che non conoscevo minimamente ma da cui ora non mi separo mai, nonostante avessi tanto timore di come sarebbe potuta essere.

La gita a Pohorje della prima domenica mi ha fatta divertire molto (oltre che faticare per le salite), perché poi siamo andati alla pista di pattinaggio in centro e penso che sarà uno dei ricordi migliori di questa esperienza.

Durante la seconda settimana, la situazione a lavoro è stata un po’ piatta ma questo mi ha dato modo di parlare di più con i colleghi, che non mancano mai di farmi sentire sempre a mio agio, oltre a darmi consigli per il mio futuro lavorativo. A casa, noi ragazzi abbiamo fatto delle tabelle per organizzarci con la pulizia degli spazi comuni e con la cucina, il che ci ha permesso di essere più ordinati mentalmente e capire quando abbiamo più tempo libero; abbiamo anche deciso i piatti della settimana e come abbinare le attività di svago a quelle richieste dal piano Erasmus.

Per finire, il sabato siamo andati a Budapest, il nostro viaggio organizzato: è stata una bellissima esperienza, molto meglio di quanto io mi aspettassi. Nonostante gli orari assurdi a cui ci siamo trovati a partire, l’adrenalina ha avuto la meglio e per tutto il giorno mi sono sentita molto energica, pronta a scoprire una nuova città.

La terza e ultima settimana è stata a mio avviso la più interessante. In albergo abbiamo avuto molti più clienti rispetto alla settimana precedente, che mi ha portata a mettere in pratica le cose già imparate. È stata anche la più bella per quanto riguarda il cibo: il mercoledì sera siamo andati al ristorante vietnamita, mentre il venerdì al balcanico, che è stato decisamente il mio preferito, non mi aspettavo fosse così buono! Quello stesso giorno siamo stati all’Escape Room: è stata la cosa più divertente dell’intera esperienza, e abbiamo dovuto collaborare molto per uscirne (rigorosamente in ritardo)! 

La domenica siamo andati con il gruppo di ZNI (l’ente ospitante) al Carnevale di Ptuj, in cui abbiamo assistito alla parata delle varie maschere, tra cui i tipici Kurent e anche quelle internazionali (abbiamo trovato con nostra felicità degli italiani). 

In generale, quest’esperienza mi è servita e mi ha fatta crescere molto: vivere con dieci persone in un Paese estero mi ha aperto molto la mente e le prospettive future. Ho capito, infatti, che la strada che mi ero prefissata forse non sarà quella che desidero, mi sento più matura, decisa e ricca di novità che rimarranno con me per sempre.

Ringrazio di aver deciso di intraprendere questo viaggio e ne sono grata; alla fine Maribor rimarrà sempre nel mio cuore, così come tutto ciò che abbiamo passato qua. Ne è valsa la pena.

VASILE PARFENIE

Ciao sono Vasile, abito a Monfalcone e frequento il quarto anno alla scuola tecnico commerciale Einaudi di Staranzano.

Prima di venire qua a Maribor mi aspettavo una città noiosa e che le persone parlassero solo in lingua slovena, ma sono rimasto piacevolmente sorpreso. La città è più vivace del previsto e se ti metti a socializzare con le persone del luogo puoi divertirti tranquillamente. Quasi tutti i giovani hanno un livello linguistico inglese alto e quindi parlare con loro non è per niente un problema, infatti quando ho l’occasione mi metto sempre a parlare con qualcuno per passare il tempo. 

I primi giorni sono stati un po’ difficili ma con il passare del tempo mi sono abituato all’ambiente della città. 

Parlando del tirocinio, che è il motivo per cui sono venuto qui, sono molto contento del posto che mi è stato assegnato. La società che mi ospita è la Verus d.o.o, una marketing agency che è in attività dal 2003. Pensavo che mi sarei trovato in un ambiente molto formale e con persone concentrate solo sul da farsi. Insomma avevo paura che mi avrebbero costretto a fare solo fotocopie e quindi avere un ruolo marginale ma non è stato così. La Verus è davvero una bella società ed i miei compagni di lavoro come anche la tutor sono molto amichevoli. Sono stato assegnato all’ufficio e mi hanno subito chiesto di tradurre documenti, fare volantini e ricerche di mercato. Sono addirittura stato invitato ad un evento di promozione ed ad accompagnare la mia tutor a Lubiana per un meeting con gli altri soci. L’ultimo venerdì sono andato in una scuola media per un evento di preparazione di cibi tipici sloveni dove ho anche avuto la possibilità di assaggiare quello che veniva cucinato. Quando finirò il mio percorso scolastico vorrei proprio trovarmi un posto lavorativo con un clima simile a quello della Verus.

Le attività extra che ho fatto sono state svariate e riferirò qui le mie preferite. 

In ordine cronologico la prima attività fatta è stato il city tour e a seguire la visita al museo della storia di Maribor. Il giro di esplorazione non mi ha emozionato troppo ma la visita al museo è stata fantastica. Uros, la persona che ci ha fatto da guida, ci ha spiegato la storia di Maribor in modo molto interessante, adattandola anche ai nostri interessi. Una guida davvero molto brava che ci ha fatto ridere ma anche riflettere sulla storia in generale. Come secondo evento abbiamo avuto la gita a Pohorje. In seguito, insieme ai miei compagni di Erasmus, siamo andati a pattinare. È stata la mia prima volta sui pattini e, anche se con un po’ di cadute, mi sono divertito un sacco.

La terza gita importante è stata il viaggio a Lubiana insieme alla mia tutor di lavoro che mi ha permesso di partecipare al meeting con i soci che si teneva lì e in seguito esplorare la città. Mi è piaciuto molto il fatto che gli edifici importanti della città sono molto vicini e quindi è stato possibile vederne molti nel poco tempo che avevo. Inoltre ho fatto nuove amicizie, 2 ragazze che ho incontrato mi hanno fatto da guida turistica. Non le ringrazierò mai abbastanza. 

L’escursione che mi ha più entusiasmato durante questa mobilità è stata il viaggio a Budapest. Abbiamo avuto un po’ di problemi con la prenotazione dei biglietti e con i permessi per andare lì, ma tutto bene quel che finisce bene. Una città davvero fantastica e ricca di storia. Gli edifici erano stupendi e penso di aver quasi riempito la memoria del telefono di foto per immortalarne la bellezza.

Venerdì 21/2 siamo andati alla Escape room di Maribor e mi sono divertito moltissimo a risolvere gli enigmi assegnati e siamo riusciti a scappare con 3 minuti di anticipo.

Come ultima escursione siamo andati a Ptuj. Io e i miei compagni volevamo andarci per conto nostro ma è stata una fortuna essere invitati lì dal gentilissimo team di ZNI. Siamo andati su al castello e poi alla parata di carnevale. È stata una parata carina ma la cosa che mi è piaciuta di più sono stati i kurent, una tradizione davvero fantastica in Slovenia.
 

Per tutto questo mese abbiamo mangiato quasi sempre insieme nella cucina dei dormitori dove ci siamo fatti tante risate raccontando quello che abbiamo fatto durante la giornata. Poche volte siamo andati a mangiare fuori ma posso dire che i cibi di qui non sono niente male. Il migliore ristorante a parer mio è stato il balcanico, Etno hiša Baščaršija. Inoltre siamo anche andati al Patrick’s pub e al Okus Vietnama. 
Con questo si conclude il mio report con cui posso confermare che tutto sommato è stata una buonissima idea venire a Maribor. Per tutti quelli che avranno l’occasione di venire in questa città consiglio di non farsi prendere da pregiudizi e pensare che non sarà una bella esperienza perché io mi sono divertito tantissimo anche grazie al fatto che ho costruito un rapporto ottimo con i miei compagni di Erasmus e quindi è stato davvero bello passare il tempo con loro.
 L’importante è essere attivi e partecipare alle attività che avrete occasione di svolgere.

MIRIAM ZOCCOLAN

Ho deciso di partecipare all’ Erasmus plus perché volevo far sì che il mio livello di inglese si alzasse dato che frequento un liceo linguistico nella quale si studiano tre lingue: inglese, tedesco e spagnolo. Inoltre mi piacerebbe molto diventare interprete, quindi poter partecipare a questa esperienza mi é sembrata da subito una buonissima occasione.

Quando sono arrivata a Maribor ho avuto subito un buon impatto con la città perché inizialmente mi sarei aspettata un po’ di caos e smog dato che si tratta comunque di una città. Mi sono subito ricreduta: è una città molto pulita, verde e accogliente.

Me ne sono accorta in particolare quando con le tutor dell’agenzia ZNI, abbiamo fatto il city tour; ho subito pensato che questa città fosse una di quelle in cui si può vivere in tranquillità e pace. Inoltre, sempre durante il city tour, siamo andati in un museo nella quale il curatore, nonché guida (un uomo molto colto e divertente) ci ha spiegato la storia di Maribor.

L’impatto con l’ostello e con la convivenza insieme ai miei compagni di viaggio é stato ottimo perché abbiamo tutti legato, senza escludere nessuno dal gruppo.

La prima settimana ho fatto l’intervista iniziale nell’azienda alla quale mi avevano assegnato. Questa agenzia si occupa di viaggi in bus all’estero in Paesi come Austria, Italia e ha pure rapporti con la Cina. Dato che la mia tutor era malata già il giorno stesso dell’intervista mi ha detto di iniziare a lavorare la settimana successiva.

Per 2 giorni ho esplorato la città: mentre camminavamo con la mia tutor ed altri ragazzi abbiamo incontrato una mostra d’arte piccola ma molto carina creata da studenti e l’abbiamo visitata. Durante il fine settimana siamo andati anche insieme ad un gruppo di ragazzi irlandesi a Pohorje, il monte che si trova vicino a Maribor.

La seconda settimana credo che sia stata ancora migliore della prima. La tutor dell’agenzia che mi avrebbe dovuto accogliere non era ancora guarita quindi mi hanno trasferito in un’altra agenzia che si occupa di pubblicizzare il territorio sloveno. Mi sono trovata benissimo sin dal primo istante dato che mi hanno accolta come se fossi stata una di loro. Ho iniziato subito a lavorare: il primo compito è stato fare un’analisi di mercato per quanto riguarda l’Austria e l’Italia. Durante i giorni successivi invece mi hanno dato il compito di tradurre vari tipi di brochure in lingua italiana, tedesca e ungherese. 

Oltre al lavoro abbiamo pure fatto un bellissimo viaggio in giornata a Budapest. Abbiamo preso il bus e siamo arrivati alle 8.00 di mattina a Budapest nella stazione principale. Da lí siamo andati al Mercato Centrale per poi proseguire fino a Cittadella e al Castello di Budapest vicino al quale c’era il tempio di Mattia. Il pomeriggio abbiamo attraversato il Lánchíd e poi siamo andati all’Isola Margherita. Li ci siamo divertiti un sacco perché abbiamo fatto un giro in risciò per circa mezz’ora. Dopo l’Isola Margherita abbiamo visitato la piazza degli eroi e infine siamo andati fino alla Via Pál. La domenica é stata la giornata più oziosa di tutta la settimana, ma ce lo siamo meritati, perché siamo stati tutti bravissimi.

Purtroppo è arrivata l’ultima settimana della nostra esperienza. Lunedì ho scoperto che avrei passato ancora solo tre giorni nell’agenzia in cui ho lavorato per una settimana e mi sono un po’ rattristata perché ormai mi sentivo come se fossi stata a casa. Il giorno dopo mi hanno trasferito in un altro ufficio, il quale si trova proprio nel centro della città e si occupa di viaggi principalmente verso i Balcani. Anche qua mi sono trovata molto bene, perché pure qui mi hanno accolto come se fossi stata una di loro, anche se una parte di me però era rimasta ancora nell’altra agenzia. Nonostante ciò sono andata molto volentieri a lavorare la anche perché siamo qua principalmente per imparare e poi per divertirci.

Venerdì sera siamo andati all’Escape Room di Maribor e dopo questa esperienza incredibile siamo andati a cenare al Balcanico. Il cibo era buonissimo, veramente strabuono. Sabato insieme ad un paio di ragazzi che non lavoravano e la tutor, siamo andati nel museo delle illusioni ottiche, un museo straordinario che mi ha aperto la mente su tantissime cose scientifiche. La sera del giorno stesso sono andata alla riva del fiume Drava ed è stato il momento più bello della mia vita: il fiume era rosa, illuminato dal tramonto…in quel momento ero la persona più felice del mondo.

Domenica siamo andati a Ptuj, una cittadina piccola ma accogliente. Ci siamo tutti travestiti da qualcosa di divertente dato che era Carnevale. Siamo saliti sul castello di Ptuj dalla quale si poteva ammirare la vista, una vista rilassante. Dopo un’oretta siamo scesi e siamo andati in centro città a vedere la parata. É stata molto bella e divertente; la maggior parte delle persone presenti erano tutte travestite e la cosa più dolce erano tutti quei bambini sorridenti, spensierati… mi hanno messo un sacco di felicità.

Martedì sera, l’ultimo giorno della nostra esperienza, le ultime ore del nostro stage, poi abbiamo salutato tutti coloro che ci hanno accompagnato durante questo viaggio fantastico. Purtroppo tutto ciò è finito, ma una parte del mio cuore rimarrà qua per sempre…questo viaggio me lo sono goduto al massimo e me ne vado senza alcun rimorso.

 

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