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10 ragazzi alla conquista di Maribor! Parte 2

GRETA MADINELLI

Ho deciso di prendere parte al progetto Erasmus+ perché il mio sogno è quello di andare a lavorare (e magari anche studiare) all’estero una volta terminato il liceo. Per questo motivo ho pensato che l’Erasmus sarebbe stata proprio l’occasione perfetta per mettermi alla prova nel mondo del lavoro per la prima volta, ma anche per confrontarmi con persone nuove e magari riuscire ad aprirmi un po’ di più. Prima di partire mi sarebbe tanto piaciuto poter andare a Perpignan oppure a Paphos, Maribor era l’ultima città nella mia classifica. Questo principalmente per il meteo (preferisco decisamente il clima caldo) e perché Maribor è una città che avevo già visitato in passato, per cui avrei voluto andare in un posto totalmente nuovo. Quindi, quando ho scoperto di essere destinata a Maribor non posso nascondere di essere rimasta un po’ delusa. In ogni caso, ho deciso di affrontare questa esperienza al meglio, aperta ad ogni tipo di insegnamento che la città e i suoi abitanti avrebbero potuto offrirmi. E sono felice di non essermi abbattuta! Perché la mia esperienza è andata mille volte meglio di quanto avessi mai potuto pensare.

La città mi ha sorpresa. Innanzitutto mi sono resa conto di quanto poco mi ricordassi dalla mia precedente visita; per inciso, solamente il vigneto più vecchio del mondo. Posso quindi affermare che la permanenza a Maribor è stata per me un’esperienza tutta nuova. La città mi piace tantissimo. È piccola e non confusionaria, molto vivibile, ma allo stesso tempo è attiva e vivace. Amo avere movimento intorno a me per sentirmi parte di qualcosa di più grande, cosa che di rado avviene nel minuscolo paesino da cui provengo. Anche la periferia di Maribor mi ha catturata! Il tragitto in autobus ogni giorno è stato per me un’esperienza magica; pensare a quante storie differenti si intreccino su quei sedili è una sensazione profondamente confortante. Amo fantasticare sulla storia delle persone che incontro o di quelle che non vedo fisicamente, ma di cui posso notare tracce tangibili (anche un semplice scontrino caduto sul pavimento del bus).

Non solo la città mi ha sorpreso, ma anche il mio gruppo. Avevo paura di non riuscire ad integrarmi, all’inizio. Sono per natura una persona piuttosto riservata e timida con persone che non conosco, ma penso di star riuscendo a superare questi miei limiti, anche grazie a questo progetto. I miei compagni sono tutti simpatici e divertenti ed è stato un piacere per me trascorrere del tempo insieme a loro (anche se ho comunque sempre avuto bisogno di un po’ di tempo da passare sola con me stessa, per ricaricare la mia “social battery”).

Purtroppo all’inizio dell’esperienza ho avuto qualche piccolo problema di salute. A causa di questo, non ho potuto partecipare ad un incontro di formazione con ZNI, l’azienda che ci ha seguito durante la mobilità, e ho anche dovuto posticipare il mio colloquio di lavoro e l’inizio effettivo del tirocinio. Ad ogni modo, ho avuto la fortuna di riprendermi piuttosto in fretta per godermi al massimo il resto dell’esperienza

Il primo sabato, Giorno della Cultura, non ero al lavoro, a differenza di molti altri miei compagni, quindi io e i pochi rimasti in dormitorio abbiamo deciso di fare un giro per la città e scoprire magari qualche nuovo posto, oppure controllare quali musei fossero aperti essendo festa nazionale. Abbiamo visitato una galleria artistica, tanto piccola quanto splendida ai miei occhi. L’atmosfera che si respirava era confortevole e calda e le opere esposte, frutto di un corso tenutosi all’interno della piccola scuola di disegno, mi sono piaciute molto. Abbiamo poi deciso di prendere qualcosa da bere in un bar e conversare insieme: un’ottima opportunità per conoscersi meglio ed entrare ancora un po’ più in confidenza! La sera ci siamo riuniti con alcuni ragazzi che avevano appena finito di lavorare e abbiamo cenato insieme. Mi ha colpito la profondità dei discorsi affrontati durante la camminata di ritorno verso l’ostello, perché ho potuto constatare di trovarmi insieme a persone mature e non spaventate di affrontare discorsi anche un po’ più spinosi; è stata una serata veramente piacevole. 

A proposito di ostello, mi ci sono trovata molto bene. Confesso che il primo impatto non è stato dei migliori, temevo di non riuscire ad adattarmi perché sicuramente la struttura non offriva tutti i comfort della mia casa. Tuttavia devo dire che sono riuscita ad ambientarmici immediatamente, tanto che quando entravo in appartamento avevo proprio la sensazione di trovarmi a casa. La condivisione degli spazi con le altre ragazze poteva sembrare una sfida prima di partire, invece tutto ha funzionato molto meglio di quanto pensassi!

La prima domenica abbiamo partecipato insieme ad un gruppo di ragazzi irlandesi ad un’escursione organizzata da ZNI sul monte Pohorje. Il tempo fortunatamente è stato a nostro favore, c’era un sole splendente e non faceva nemmeno troppo freddo, quindi ho potuto godermi al meglio il paesaggio e la vista dall’alto della torre di osservazione. Mi sarebbe però piaciuto vedere un po’ più di neve! L’unica che c’era era quella sulle piste, e non proprio naturale. L’highlight della giornata è stata la pista di pattinaggio. Abbiamo deciso di andare a pattinare insieme anche ai ragazzi irlandesi ed è stato divertentissimo. In realtà non so assolutamente pattinare, ma forse è stato proprio questo il bello. Alcuni ragazzi hanno provato ad insegnarmi, abbiamo ballato insieme sul ghiaccio, fatto delle gare e riso a non finire.

La sera, tuttavia, ho provato una certa ansia al pensiero di dover iniziare a lavorare il giorno successivo. Non avevo mai vissuto un’esperienza lavorativa prima di quel momento, non avevo nemmeno mai fatto un colloquio, quindi ero decisamente tesa. Con il senno di poi, posso dire che l’ansia era assolutamente inutile. Mi sono trovata benissimo nel mio posto di lavoro, l’agenzia turistica MarTura. La mia tutor e gli altri colleghi erano tutti giovani, amichevoli e disponibili e mi hanno messa fin da subito completamente a mio agio. Non c’è mai stato un momento in cui mi sono sentita fuori posto, e mi sono sempre stati assegnati numerosi compiti per non lasciarmi mai con le mani in mano. Studiando lingue sono stata incaricata, insieme alla mia compagna di classe Miriam, principalmente a lavori di traduzione (in italiano e tedesco), ma anche a compiti più particolari come le analisi di mercato. Non le avevo mai sentite nominare prima e pensavo che mi sarei trovata in grande difficoltà, invece ho ricevuto indicazioni precise e me la sono cavata piuttosto bene, ricevendo anche molti complimenti dalla tutor. 

Penso che questa sia stata una magnifica opportunità che mi lascerà davvero tanto, in termini sia professionali che personali. 

Il coinvolgimento nell’azienda è stato fin da subito totale, cosa che non mi aspettavo assolutamente essendo una semplice stagista in prova per un paio di settimane. Invece dopo dieci minuti di conversazione mi era stato già proposto di partecipare ad una fiera internazionale del turismo in Serbia! Sarebbe stata un’occasione grandiosa, ma purtroppo non ho potuto partecipare perché non sono ancora maggiorenne. In ogni caso avrei potuto sfruttare il tempo che avrei passato alla fiera per passare del tempo insieme ai miei compagni e per esplorare ancora meglio la città.

Il secondo sabato abbiamo deciso di intraprendere una breve (ma estremamente intensa) gita a Budapest. È stata una giornata stupenda! In così poco tempo abbiamo potuto vedere la maggior parte delle più importanti attrazioni della città, almeno dall’esterno, e mi sono divertita tantissimo. La ciliegina sulla torta sono state le condizioni meteo a dir poco perfette: sembrava una vera e proprio giornata primaverile, calda e soleggiata. Il cielo era limpidissimo e dai vari punti di osservazione sopraelevati, come Cittadella e il Castello di Buda, abbiamo potuto vedere l’intera città. Mi sono innamorata di Budapest all’istante, non appena siamo scesi dal tram davanti al Mercato Centrale, la nostra prima tappa, e mi piacerebbe tantissimo poterci tornare per visitarla al meglio. Durante l’’Erasmus non ci sono stati solo lavoro e fatica, ma anche tanto divertimento e arricchimento personale e culturale. 

Ovviamente, però, qualche difficoltà non è mancata. La gestione delle attività, man mano che il tempo andava avanti (velocissimamente!), si è fatta piuttosto complessa. Decidere chi avrebbe cucinato, lavato, fatto le lavatrici e destinare varie giornate a tutti gli altri impegni (come l’articolo, il diario di stage, il corso di inglese, ma anche occupazioni più piacevoli come cene in ristorante e visite a musei) non è stato semplice, perché coordinare un gruppo di undici persone non è certo come gestire gli impegni di un’unica persona. Anche questo è un grande insegnamento del progetto: imparare a convivere e spartire i vari compiti per godersi l’esperienza al meglio.

L’ultima settimana è stata davvero molto intensa. Fino a mercoledì ho continuato a lavorare all’agenzia MarTura, ma giovedì ho dovuto lasciarla (decisamente a malincuore) perché la mia tutor e il suo collega dovevano partire per la fiera di Belgrado. Giovedì, quindi, io e Miriam siamo state trasferite in una nuova agenzia di viaggi, la Van Gogh Agency. Mi sono trovata bene anche nel nuovo ambiente di lavoro, all’interno del quale mi è stata assegnata la revisione di traduzioni in italiano dei programmi turistici dell’azienda e una ricerca di agenzie di viaggi italiane da contattare per eventuali collaborazioni. Tuttavia, devo dire che mi sentivo più a mio agio nella prima compagnia, perché l’ambiente era più amichevole e libero; quasi non mi sembrava di lavorare, si trattava di tempo speso piacevolmente. Forse quindi mi ha fatto bene sperimentare anche un contesto diverso, un po’ più rigido rispetto al primo. In questo modo sarò preparata ad affrontare situazioni diverse fra loro in futuro. 

Oltre al lavoro, anche il cibo e il divertimento sono stati rilevanti durante la terza settimana. Abbiamo mangiato fuori diverse volte (al vietnamita e al balcanico, entrambi buonissimi!) ma abbiamo anche sperimentato in casa: per esempio, io e Miriam abbiamo preparato il gulash e affinato le nostre capacità in ambito culinario. Oltre a ciò, in pausa pranzo siamo andate a mangiare la pizza in un ristorante proprio sotto all’ufficio, ed è stata davvero una piacevole sorpresa! Non mi sarei mai aspettata di mangiare una pizza così buona in Slovenia… Maribor mi ha sempre sorpresa!

Per quanto riguarda il divertimento, una delle serate più belle dell’intero periodo di Erasmus è stata quella all’Escape Room. Ci è stata consigliata dalla nostra magnifica tutor Sara, che si è sempre preoccupata molto dei nostri doveri ma senza mai trascurare i piaceri, rendendo l’esperienza ricca e indimenticabile. L’escape room è stata divertentissima e uno dei momenti più carichi di adrenalina e tensione (positiva) di tutta la mia vita. Inoltre, ha messo alla prova la nostra capacità di teamworking e penso ci abbia reso un gruppo ancora più unito.

L’ultima domenica ci siamo recati insieme ai ragazzi polacchi e spagnoli al Kurentovanje (carnevale) di Ptuj. Quasi tutti ci siamo travestiti e abbiamo assistito alla parata, guardando sfilare davanti a noi i caratteristici Kurent e tanti gruppi provenienti dalla Slovenia e da tutta Europa. La giornata è stata molto divertente e sono felice di averci potuto prendere parte; lo stesso vale per tutte le attività extra-lavorative che ci sono state proposte, poiché hanno contribuito a rendere questa esperienza davvero interessante e unica.

Come ho accennato, però, Sara non transigeva quando si trattava di doveri (documenti, l’articolo per documentare l’esperienza, il video presentazione del progetto…). Infatti, l’ultima settimana è stata molto piena anche per via di tutte le formalità. Devo ammettere di non essere stata bravissima a gestire i tempi e rispettare le scadenze, ma di sicuro ciò mi è valso come utile lezione per il futuro.

In conclusione, devo dire che se potessi tornare indietro a prima della partenza, ripeterei tutto da capo e senza esitazioni. Inizialmente ero un po’ spaventata: avevo paura di non integrarmi nel gruppo, di trovarmi male al lavoro o di fare troppa fatica… In realtà ho amato ogni secondo del mio Erasmus, che mi ha lasciato tanto sia in termini professionali che personali. Consiglierei decisamente a tutti di prendere parte ad un progetto simile almeno una volta nella vita. È l’occasione perfetta per superare i propri limiti e imparare tanto, su se stessi e sul mondo circostante.

 

SILVIA CARROZZO 

Quando ho scoperto di partire per Maribor, mi aspettavo fosse una città moderna e caotica sommersa dalla neve, forse perché sapevo che in questa città si svolgono solitamente i campionati mondiali di sci. Invece all’arrivo la neve non c’era, la città è tranquilla e molto a misura d’uomo, ma nonostante questo, Maribor ci ha offerto molte attrazioni diverse tra loro come ad esempio l’Escape room, vari musei e anche diversi ristoranti come il balcanico e vietnamita. La cosa che mi e piaciuta di più di questa piccola realtà sono i molteplici ponti in mezzo alla città da cui si gode di una vista incredibile.

Per quanto riguarda il tirocinio, mi aspettavo di svolgerlo in pasticceria: questo perché nello stage precedente, avevo scoperto  la mia passione per questa specializzazione e l’avevo specificato nel video che ho inviato per la selezione ma anche perché a scuola mi avevano assicurato che sarebbe stato questo che avrei fatto a Maribor.

Il 3 di febbraio è arrivato il momento della partenza. All’arrivo, il  primo impatto con l’ostello è stato fantastico tutto molto pulito e ben tenuto e la convivenza  con i compagni è stata facile e fin da subito è partita bene.

Nei giorni successivi, dopo le giornate di formazione, ho scoperto che avrei svolto le mie ore di tirocinio al Nana Coffee and Bistrot, un bar ristorante situato nella piazza centrale di Maribor che di solito è sempre affollatissimo, avendo molti posti a sedere all’interno ma anche dei graziosi tavolini all’esterno. Purtroppo però durante il periodo del mio stage la piazza principale ospitava dei lavori di rifacimento e i clienti si potevano sedere solo all’interno. Il lavoro all’inizio non è andato nel migliore dei modi perché ci sono state alcune problematiche, come ad esempio la mancata possibilità di affinare le tecniche della pasticceria oppure la barriera linguistica, che rendeva difficile la comunicazione con gli altri dipendenti. Per questo, durante i primi giorni il mio atteggiamento non è stato dei più positivi, nonostante io sia una persona solare. La prima settimana lavorativa è quindi partita in salita. Per fortuna però è arrivato il fine settimana ed ho potuto trascorrere del tempo libero con i miei compagni di Erasmus. Grazie a ZNI, l’organizzazione che si occupa di noi qui a Maribor, siamo andati a Pohorje  siamo saliti sul monte con la funivia e abbiamo fatto una passeggiata per vedere il panorama. Qui abbiamo fatto amicizia con un gruppo Erasmus di Irlandesi coi quali abbiamo deciso di andare a pattinare: è stato tutto molto bello e divertente e il tempo è volato: in un batter d’occhio era già ora di tornare al lavoro. Prima di farlo però io Aurora e Sara, la nostra group leader, abbiamo cercato una soluzione per poter migliorare la nostra situazione lavorativa: abbiamo scaricato un’app col traduttore vocale in sloveno e abbiamo sfoggiato il nostro miglior sorriso appena varcata la porta del Nana. La nostra tecnica ha funzionato e abbiamo rotto il ghiaccio.

Infatti, la seconda settimana è andata molto meglio della prima: ho fatto amicizia con uno dei cuochi che mi ha iniziato ad affidare mansioni sempre più complicate, man a mano che la fiducia nei miei confronti cresceva . Ad esempio mi ha iniziato a spiegare tutte le preparazioni dei piatti presenti nel menù ed addirittura mi ha fatto preparare alcuni piatti per i clienti, tra cui anche i pancakes. Certo, nei momenti morti o in quelli con maggior affluenza in cui non avevano tempo per seguirmi (come ad esempio nel giorno di San Valentino), ho dovuto anche continuare a svolgere mansioni ordinarie, ma anche questo fa parte del lavoro.

E così un’altra settimana lavorativa è finita. Sabato abbiamo scelto di andare a Budapest. Arrivati in stazione, ci siamo diretti subito in centro  per iniziare il nostro giro da turisti: per prima cosa siamo andati a vedere il mercato centrale e poi ci siamo spostati alla Cittadella: per raggiungerla abbiamo fatto una bella camminata per arrivare fino in cima, ma ne è valsa la pena perché la vista da qui è meravigliosa. Dopodiché siamo andati a visitare il castello  di Buda e la chiesa di Mattia, che sorprendentemente mi è piaciuta davvero tanto.

Poi abbiamo visto le scarpe sul Danubio, l’isola Margherita  dove abbiamo noleggiato un risciò per andare in giro sull’isola e mi sono molto divertita, mentre il giardino giapponese  è stato un po’ deludente perché non corrispondeva a quello che avevamo visto sul web prima della partenza…forse visto in estate sarebbe stato più bello con tutti gli alberi fioriti. Infine siamo andati a vedere il Parlamento e la Piazza degli eroi, veramente bellissimi. È stata un’esperienza molto bella e mi sono divertita tantissimo, di sicuro ci ritornerò.

Nell’ultima settimana abbiamo fatto tantissime cose nel nostro tempo libero per esempio siamo andati a mangiare al ristorante vietnamita, per me un’esperienza culinaria nuova che mi è molto piaciuta e abbiamo anche provato un ristorante balcanico dove abbiamo mangiato piatti tipici davvero buonissimi.

Nell’arco della settimana abbiamo anche fatto l’esperienza dell’escape room, ovvero un gioco con diverse sceneggiature il cui obiettivo è uscire dalla stanza in cui si è rinchiusi attraverso la risoluzione collettiva di enigmi e indovinelli. Mi sono divertita troppo e ne rifarei ancora cento tutti di fila. Nel fine settimane siamo andati al carnevale di Ptuj per vedere la sfilata di carnevale. È stata un’esperienza davvero molto divertente, soprattutto ballare con i kurent, persone vestite con i costumi tipici di questa zona: all’inizio mi facevano molta paura però dopo sono riuscita ad apprezzarli e mi sono divertita un sacco. 

Questa esperienza è stata davvero bellissima soprattutto grazie alla group leader Sara che ci ha fatti sentire subito a nostro agio grazie al suo carattere molto solare e sempre disposta ad aiutare e si è fatta in quattro per noi. Questa esperienza di sicuro mi ha fatto maturare ancora di più perché ho imparato come si vive da soli e quante cose è necessario fare senza l’aiuto dei genitori, come ad esempio lavare ogni giorno la divisa da cucina e stirarla, farsi da mangiare, andare a fare la spesa. Consiglierei a tutti di fare questa esperienza perché per prima cosa ti diverti tantissimo anche se devi lavorare ogni giorno, e poi perché si possono fare moltissime attività culturali e ricreative che ti fanno scoprire un mondo nuovo.

AURORA POZZETTO

Ciao, sono Aurora sto frequentando il quarto anno del alberghiero di Grado e sto studiando per diventare cuoca. Ho scelto di partecipare all’Erasmus plus per poter imparare un sacco di cose in diversi ambiti, soprattutto nuovi piatti da cucinare. 

Prima di partire per Maribor mi aspettavo una città bellissima e piena di gente a qualsiasi ora del giorno e della sera, dato che è anche una città universitaria. In realtà quando siamo arrivati mi sono ritrovata in una classica città slovena con nulla di particolare:  vivendo non lontano dal confine ne avevo già visitate alcune e Maribor non mi sembrava fosse poi così diversa. Anche l’impatto con l’ostello non è stato dei migliori. Nonostante ciò, grazie al mio spirito di adattamento sapevo che non sarebbe stato il problema maggiore. Per fortuna la convivenza con gli altri del mio gruppo è andata bene fin da subito e dopo una sola settimana abbiamo già stretto amicizia e fatto gruppo e nel tempo questo legame si è notevolmente rafforzato. 

Col tirocinio al Nana Bistrot and Coffee, lo stesso luogo in cui l’ha svolto Silvia, inizialmente ci sono state un po’ di problematiche come ad esempio il farsi capire in una lingua straniera che non conosco. In seguito però, grazie ad un traduttore vocale, un’app che ascolta la tua voce traducendola subito nella lingua inserita, abbiamo avuto un notevole cambiamento: ci siamo messe a parlare con il cuoco di vari argomenti, abbiamo tradotto i termini che componevano le comande e ci siamo dimostrate molto più autonome. Questo ha portato alcuni cuochi a fidarsi più di noi e infatti le mansioni sono diventate sempre più impegnative e stimolanti.

Nel primo fine settimana siamo andati a Pohorje, la montagna sopra a Maribor, dove proprio in questo periodo si tengono solitamente i campionati mondiali di sci. Proprio per questo, tutti noi eravamo eccitati all’idea di stare un po’ sulla neve, ma in realtà c’era un clima che sembrava primavera. Abbiamo anche scoperto che i campionati quest’anno li avrebbero fatti in un’altra città proprio per questo motivo. Un po’ delusi, abbiamo deciso di dare una svolta alla giornata andando a pattinare sul ghiaccio: è stata un’ottima scelta perché ci siamo divertiti moltissimo.

Nel fine settimana seguente, di sabato siamo andati a Budapest, una città davvero bella, piena di gente e di occasioni di divertimento. La cosa che mi è piaciuta di più è stata la Piazza degli Eroi e le scarpette sulla riva del Danubio. In quest’ultima settimana siamo andati alla ricerca di ristoranti tipici e non, per esempio il balcanico, in cui si mangiano le specialità del posto e il vietnamita, entrambi davvero buonissimi e perfetti per farci esplorare sapori per noi del tutto nuovi. Una sera poi siamo andati all’escape room dove ci siamo divertiti davvero tanto e, nonostante i momenti di pressione per risolvere gli enigmi proposti, facendo gruppo siamo riusciti a trovare le soluzioni, vivendo momenti di pura adrenalina. Oggi invece siamo andati al carnevale di Ptuj, una città bella e molto affascinante, anche se mi aspettavo più musica e maggior coinvolgimento durante la sfilata.

L’esperienza di Erasmus è stata bellissima, soprattutto perché è un momento di crescita, in cui si fanno nuove esperienze e si conoscono persone nuove. Questo mese lontano da casa mi ha fatto maturare molto per il semplice fatto di dovermela cavare da sola in ogni situazione, dal lavare le mie cose in autonomia, al preparare i pasti anche se si è stanchi…insomma, ti offre la visione del mondo da un’altra prospettiva, senza che ci siano i genitori ad aiutarti in ogni momento, pur con il supporto di un tutor pronto a darti consigli in ogni momento di bisogno.

Infine, questa esperienza la consiglio a tutti perché in un mese cambi il tuo pensiero, il tuo stile di vita e fai nuove conoscenze a cui non avresti mai pensato prima, imparando a conoscere persone “uguali” a te e allo stesso tempo anche completamente “diverse” per cui il segreto sta nel trovare il giusto compromesso per stare bene con tutti in armonia.

PIETRO CAROZZANI

Prima di partire per Maribor mi aspettavo che la città avesse un clima molto cupo e con poca vita. Invece quando sono arrivato ho trovato una città grande nel suo complesso, ma molto tranquilla come Amsterdam e Torino, città grandi molto adatte agli amanti della calma e alle famiglie. 

Maribor è una città ricca di storia da come abbiamo potuto imparare da Uros, la guida del Museo della Liberazione. Ci ha raccontato un sacco di aneddoti riguardanti alla famiglia che ha avuto per prima l’elettricità, ai suoi legami con Hitler e il periodo di regime comunista. Dal museo si può vedere la piramide che domina maribor dedicata a Mark Burg che poi la città prese il nome Markburg. Quando si formò la Jugoslavia la città prese il nome di Maribor: Mar-i-bor che significa cura e battaglia visto la sua bellezza ma anche visto il sangue che è stato versato. Inoltre Maribor ha una caratteristica molto particolare, quella di avere la vite più vecchia del mondo ed ero davvero emozionato di vederla.

Io a Maribor mi sono trovato veramente bene è una città a cui l’Italia deve molto prendere da esempio come la puntualità è il rispetto del codice stradale.

L’ostello in cui sto alloggiando ha tutti i servizi per vivere bene tra cui anche una palestra ed è soprattutto bello fare la spesa e mangiare assieme come una famiglia.

Io ho lavorato al Nana, un bistrot veramente professionale dove sto imparando a fare dei veri e propri dipinti sul Cappuccino. Mi trovo bene i colleghi sono sempre pronti a insegnarti tutto e a rendere una giornata di lavoro meravigliosa senza che l’impiego stressi.

Qui sto capendo che il mestiere di barista non è solo servire ma anche arte.

Nel fine settimana ci siamo divertiti perché siamo stati a fare un’escursione sul monte Pohorje, famoso per i mondiali sciistici dove ho potuto assaggiare il gulasch. Infine siamo andati a pattinare sul ghiaccio in centro città dove dopo diverse cadute abbiamo provato anche a ballare sul ghiaccio.

Nella seconda settimana ci siamo organizzati tutti assieme sui compiti domestici da svolgere in ostello. Al lavoro ho fatto progressi con il latte art e ho imparato qualche parola in sloveno.

Nel weekend abbiamo svolto la cosa più attesa di tutto il viaggio: la visita alla città di Budapest. Abbiamo visitato praticamente tutti i monumenti della città ed è stato qualcosa di unico: abbiamo visto la cittadella, il castello di Buda, passando per l’isola Margherita che si situa nel mezzo del Danubio, dove abbiamo fatto un giro con il risciò per poi fare un ultimo viaggio per Pest, dove abbiamo visitato la meravigliosa piazza degli eroi e infine, come ciliegina sulla torta, la storica Via Pál, parte integrante del maestoso romanzo di Ferenc Molnàr.

Purtroppo è arrivata l’ultima settimana di questo incredibile viaggio che mi ha fatto sentire libero e pieno di vita. Dopo aver svolto regolarmente la mia attività lavorativa, abbiamo avuto il tempo di fare nuove esperienze, come ad esempio il ristorante tipico balcanico dove abbiamo mangiato assieme ai ragazzi irlandesi e il ristorante vietnamita, che anche se non è autoctono è stato come immergersi per un’ora nel mondo del sud-est asiatico.

La nostra group leader Sara ci ha proposto e accompagnato all’escape room, dove dovevamo risolvere dei quiz logici per cercare di uscire dalla stanza con ambientazione di Maribor durante la peste. L’ultimo sabato mi sono goduto un mozzafiato tramonto rosso fuoco sulla riva della drava con tanto di presenza di cigni. La domenica abbiamo partecipato al carnevale di Ptuj, molto bello e caratteristico.

Infine l’ultimo giorno abbiamo tenuto un meeting finale sul rooftop garden in cima al grattacielo con una strabiliante vista dello skyline di Maribor.

Questa esperienza è stata davvero bellissima, soprattutto perché sarà indimenticabile: è molto formativa sia dal punto di vista lavorativo, sia domestico, impari infatti a gestire il tuo tempo e i tuoi impegni in maniera del tutto autonoma, per cui impari che quanto prima fai il dovere, quanto prima avrai il tempo di goderti il piacere del tempo libero, nel mio caso con un gruppo che è davvero speciale.

Per questi motivi consiglierei a chiunque un’esperienza Erasmus, un’occasione per scoprire mentalità,culture e tradizioni nuove!

RAFFAELE MARADEI

Ciao, sono Raffaele e il 3 di febbraio sono partito per la mia prima esperienza Erasmus a Maribor, in Slovenia. L’impatto con la città è andato bene, in realtà appena arrivato mi aspettavo una piccola e triste cittadina, invece mi ha stravolto le aspettative, rivelandosi una città molto più viva di quello che mi aspettassi

Maribor ha anche una storia incredibile, la gente è davvero amichevole, soprattutto i ragazzi. 
Per quanto riguarda l’ostello, non è stato così male come primo impatto, tranne per il receptionist che ci ha accolto, che a primo impatto sembrava molto burbero e arrabbiato, ma poi ho capito che è solo il loro modo di fare che è un po’ più freddo rispetto a come siamo abituati in Italia. 

La compagnia è stupenda, abbiamo fatto subito amicizia i primi giorni, chi prima e chi dopo ma comunque non potevo chiedere di meglio.
 Il lavoro è andato benissimo, nessun problema, c’è rispetto reciproco e mi fanno fare svariate mansioni: dato che studio economia mi hanno affidato il compito di cassiere, ma oltre a quello faccio un sacco di altre mansioni, come fare l’inventario, pulire i prodotti e gli scaffali, aiutare la gente a trovare il prodotto che serve, sistemare gli scaffali, in oltre le colleghe sono veramente molto simpatiche, e parlano benissimo l’inglese. Il nostro negozio vende souvenir e prodotti tipici sloveni fatti a mano, di ottima qualità. È un peccato che in questo periodo non ci sia grande affluenza di turisti, probabilmente anche a causa dell’annullamento dei campionati mondiali di sci.
 

Nei fine settimana, quando tutti eravamo svincolati dagli impegni di lavoro, abbiamo svolto varie attività: la prima domenica siamo andati a Pohorije, dove abbiamo conosciuto un gruppo di ragazzi irlandesi. 
Siamo andati a fare una passeggiata in montagna, saliti in cima abbiamo trovato una vecchia torre di metallo, dalla torre si vedeva tutta Maribor, davvero un bel panorama! Dopo svariate foto siamo andati a mangiare, dove ne ho approfittato per assaggiare cose nuove: ho provato il goulash e devo dire che non era affatto male. Nel pomeriggio siamo andati a pattinare, dove tra cadute e gare ci siamo divertiti un sacco.

La seconda settimana ho iniziato a lavorare più indipendentemente, parlavo con i clienti e utilizzavo il registro di cassa da solo, inoltre mi sono dovuto occupare di pulire i prodotti e gli scaffali e mi sono occupato di fare l’inventario, poi ho aiutato le colleghe a “produrre” alcuni prodotti, in pratica ho dipinto un sasso che le mie colleghe hanno apprezzato molto, infatti lo hanno esposto tra i prodotti da vedere. 

Nel fine settimana siamo andati a Budapest, dove abbiamo visto moltissimi monumenti come: la chiesa nella roccia, la cittadella, il castello di Buda, la via Pàl, il mercato generale di Budapest, la Piazza degli eroi, le scarpe sul Danubio e molti altri: è stata una bellissima gita, mi sono divertito tantissimo e mi è piaciuto un sacco esplorare una nuova città.


Durante la terza settimana il mio lavoro è stato del tutto indipendente, ho aiutato diversi clienti e ho usato la cassa da solo, inoltre ho fatto anche il conto del guadagno giornaliero, oltre alle altre mansioni già citate. Il lunedì e martedì ci siamo organizzati per compilare il diario di stage, di bordo e il video, mentre mercoledì sera siamo andati a cena in un ristorante vietnamita dove ho provato diversi tipi di specialità culinarie.
 Venerdì siamo andati all’escape room, dove abbiamo dovuto risolvere diversi enigmi molto divertenti. Dopo siamo andati a cena in un ristorante balcanico dove ho mangiato la prebenac con salsiccia, un piatto composto da zuppa di fagioli, cipolle e peperoni. Sabato siamo andati al centro commerciale per fare gli ultimi regali e domenica siamo andati al carnevale di Ptuj, dove abbiamo visitato il castello e la collezione di armi e abbiamo assistito alla sfilata composta da Kurent e altre maschere tipiche e non.
 

Mi sono divertito molto in Erasmus ed è un’esperienza che consiglierei a tutti, dato che è molto formativa ed educativa. La cosa che mi ha fatto crescere di più e un consiglio che darei a chi deve partire è questo: calcolate che oltre alle ore di lavoro ci sono anche un corso di inglese, un articolo da scrivere sull’esperienza vissuta e un video da realizzare. Inoltre, ogni giorno c’è da fare la spesa, cucinare e ripulire tutto, panni compresi, il tutto entro gli orari di chiusura dei negozi e del coprifuoco in ostello. Non rimandate sempre ed datevi degli obiettivi da rispettare per avere più tempo libero possibile perché in Erasmus il tempo vola e 3 settimane sembrano tante prima di partire ma passano in un batter d’occhio.

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