Erasmus+ Interns: Un’esperienza di job shadowing

13933064_268838100165232_197091599_nTre partecipanti, Kàtia Cerezo, Antoine Desprat et Maria Santana hanno preso parte ad un progetto di job shadowing per lo scambio di buone pratiche tenutosi presso differenti realtà del territorio forlivese.

Durante la settimana i tre partecipanti hanno scoperto il funzionamento, le attività e le aree di intervento sviluppate dalle tre organizzazioni visitate (Uniser, Laboratorio Mondo e Consorzio di Solidarietà Sociale).

Questa esperienza ha permesso loro di approfondire e mettere in discussione le rispettive pratiche con uno spirito di apertura, apprendimento e arricchimento personale.

Per quanto riguarda il programma, ogni partecipante ha avuto l’opportunità di lavorare a stretto contatto con la struttura più vicina al proprio profilo, considerando quindi sia gli enti d’invio che il percorso personale: Katia (Mission locale) ha lavorato con il Consorzio, Antoine (Maison de l’Europe Bordeaux-Aquitaine) con Laboratorio mondo e Maria (Cool’eurs du Monde) con Uniser.

Durante questo soggiorno, i partecipanti sono stati invitati a conoscere i diversi servizi delle organizzazioni attraverso degli incontri formali e informali e attraverso la loro partecipazione attiva nelle attività quotidiane. Le giornate sono state piene e organizzate con un buon equilibrio tra il tempo di incontro e quello di relax.

Durante i momenti organizzati al fuori delle strutture hanno avuto l’occasione di scoprire le attività informali organizzate da Uniser come l’Aperitandem, un aperitivo che permette di incontrare i volontari e i dipendenti della cooperativa attorno a un drink.

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Trois participants, Kàtia Cerezzo, Antoine Desprat et Maria Santana sont à Forli dans le cadre d’un échange de pratiques pendant une semaine.

Lors de cette semaine les trois participants vont découvrir le fonctionnement, les activités ainsi que les axes d’actions developpés par les trois structrures visitées (UNISER, Laboratorio Mondo et Consorzio di Solidarieta Sociale).

Cette experience permet d’approfondir et de questionner nos pratiques mutuelles dans un esprit d’ouverture, d’apprendissage et d’enrichissement.

En ce qui concerne le planning, chaque participant a éte mis en relation avec la struture qui correspond le plus à son profil (struture d’envoi, parcours personnel): Kàtia (Mission locale) a travaillé avec Consorzio, Antoine (Maison de l’Europe Bordeaux-Aquitaine) avec Laboratorio Mondo et Maria (Cool’eurs du Monde) avec Uniser.

Pendant ce séjour, nous sommes invités à rencontrer les differents services et activités des strutures par le biais de réunions et une participation active au sein de leurs actions. Les journées sont riches et remplies avec un bon equilibre entre le temps de rencontre et les moments de détente.

Durant ces moments hors structure nous sommes invités à connaître d’une façon plus informelle les actions organisées par Uniser comme lors de l’Aperitandem, un aperitif qui permet de rencontrer les volontaires et salaries de la cooperative (Uniser) autour d’un verre.

Host companies: Chi trova un amico trova un Tesorieri

Hugo e Tesorieri_mEccoli in foto, Gianluca Tesorieri e i suoi due fedeli compagni d’avventura: alle spalle il mezzo con cui trasporta la sua attrezzatura e si muove tra i vari cantieri, mentre l’altro è il nostro tirocinante Hugo, arrivato dai Paesi Baschi in Romagna, per fare un tirocinio in ambito elettrotecnico.

Per Gianluca Tesorieri e la sua ditta TG Impianti, questa non è la prima collaborazione con Uniser: infatti Gianluca è un giovane che ama lavorare con i giovani, specie se provenienti dall’estero. Per il titolare della ditta un tirocinio Erasmus+ non rappresenta solo l’opportunità di offrire un’esperienza formativa ad un ragazzo che vuole imparare il mestiere, ma anche un’occasione di crescita per se stesso, per misurarsi con un’altra cultura, apprendere nuove cose e impratichirsi con lo spagnolo.

Gianluca ci dice che la crisi del settore è forte, ma che i giovani sanno come adattarsi, portando innovazione nell’ambito lavorativo. Questa capacità di domare la crisi ha permesso ad Hugo di confrontarsi con diverse situazioni di lavoro, partendo da quelli che il suo capo, elettricista romagnolo DOC, definisce”pastrocchietti” fino ad arrivare a cantieri più complessi.

Purtroppo l’esperienza di tre mesi è finita, ma non è finita l’amicizia che è nata tra i due, e chissà, magari uno dei due andrà a trovare l’altro durante l’estate dopo così tanto lavoro!

Uniser Interns: Uniser, il cuore europeo di Forlì

Brindisi di arrivederci ai nostri SVE!

Essere cittadino del mondo, senza perdere di vista le proprie radici”. È questa la frase che negli ultimi anni ha giocato un ruolo fondamentale nelle mie scelte formative e di vita, ed è proprio ciò che ho trovato in questa cooperativa. Attraverso il suo impegno nella promozione della mobilità internazionale, Uniser mi ha da un lato fatto riscoprire le potenzialità della mia città, che ogni anno accoglie decine di gruppi di tirocinanti europei, e dall’altro confermato la mia innata passione per le lingue e culture straniere.

Frequento il secondo anno di Mediazione Linguistica Interculturale a Forlì, corso di laurea che, a partire dalla sua stessa denominazione, si pone come obiettivo la creazione di ponti culturali, abbracciando la diversità come un bene prezioso. Il tirocinio presso Uniser mi ha dato la possibilità di mettere in pratica ciò che studio con tanta dedizione, potendo contare sulla guida attenta e premurosa di tutte le persone che ho avuto il piacere di conoscere lungo questo breve ma intenso percorso di 100 ore.

Per quanto riguarda la componente formativa, Uniser mi ha permesso di mettermi alla prova in diversi tipi d’attività, tutte in qualche modo legate al mio percorso universitario. Mi sono occupata principalmente della traduzione di materiali di vario tipo legati all’accoglienza dei gruppi in arrivo e di attività di mediazione tra lo spagnolo e l’italiano in situazioni quotidiane e in occasione di alcune visite aziendali. Ho inoltre curato la realizzazione di un corso di italiano per un gruppo di dieci ragazzi spagnoli, con lo scopo di fornire un supporto linguistico in grado di facilitare la comunicazione in ambito lavorativo durante il loro soggiorno in Italia.

Sin dal primo giorno mi ha affascinato l’atmosfera di amichevole collaborazione che si respira in ufficio. Un gruppo più affiatato che mai lavora con grande tenacia e determinazione non solo per garantire ai giovani di tutta Europa la possibilità di partire per un’esperienza lavorativa o formativa all’estero, ma anche per assicurare che questa stessa esperienza proceda e si concluda nel miglior modo possibile. Mi sono sentita accolta e valorizzata e ad oggi, nonostante la mia (troppo) breve permanenza, sono felice di sentirmi parte del team.

YFEJ: Lavorare all’estero non è mai stato così facile

eures-300x172Per il lavoro all estero dei tuoi sogni Uniser offre supporto alla ricerca e contributi economici.

Più competenze, più internazionalizzazione, livello d’istruzione più elevato.
È ciò che il mercato del lavoro di oggi richiede in maniera sempre più esigente.

Ogni individuo ha a disposizione diversi modi per rispondere a questa domanda, uno però vince su tutti: la mobilità internazionale. Toccare con mano realtà nuove e diverse dalla propria è, definitivamente, la maniera migliore per crescere, imparare, migliorarsi.
In un mondo in cui l’esperienza maturata all’estero diventa fondante per lo sviluppo della persona, progetti come “Your First Eures Job-a Tool for Mobility” rappresentano lo strumento di crescita per eccellenza. Il suo scopo finale, infatti, diventa proprio quello di creare un hummus fertile perché le opportunità di vivere esperienze di mobilità germoglino e si moltiplichino il più facilmente possibile.

Come attuare un obiettivo tanto ambizioso? Semplice, attraverso 160 borse per un totale di più di 100.000€ completamente dedicati ai target protagonisti della mobilità.
Il primo tipo di borsa è, naturalmente, indirizzato ai giovani che abbiano voglia di migliorarsi e aumentare le proprie skills. Può richiederla chi vuole recarsi in un paese dell’UE diverso da quello di residenza per sostenere un colloquio di lavoro. Non solo, anche chi vi si trasferisce perché ha ottenuto un contratto (di tirocinio, apprendistato o lavoro) della durata di almeno sei mesi ha la possibilità di accedere al contributo.

Il secondo tipo di sovvenzioni, invece, è dedicato agli enti senza il cui supporto la mobilità internazionale non potrebbe esistere: le aziende di tutta Europa. Your First Eures Job, infatti, prevede incentivi economici anche per le PMI che assumono, sempre con un contratto minimo di sei mesi, ragazzi provenienti dagli altri stati membri.

Sembra un sogno ma non lo è.
Il progetto, promosso da Pôle Emploi (Fr), è finanziato grazie ad EaSI (un programma dell’Unione Europea per l’occupazione e l’innovazione sociale), dura fino ad ottobre 2017 e vede la partecipazione di enti di ben sette paesi Europei. Tra questi Uniser Soc. Coop. Onlus, uno dei partner italiani del progetto.

Quello che fino a ieri sembrava utopia è oggi reale, lavorare all’estero non è mai stato così facile.

Per maggiori informazioni sulle condizioni di adesione al progetto visita il sito o scrivi a yfej@mobilitasonline.net.

Uniser Interns: Con un piede in due squadre

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Quando da una vita si pratica uno sport di squadra, si è portati naturalmente a cercare le stesse dinamiche di gruppo un po’ ovunque. Appartenenza, obiettivi condivisi, coesione: tutti elementi necessari a far si che un insieme di individui si muova come un unico organismo.

Si sa, però, che non è facile trovare nel mondo “reale” la stessa sensazione di protezione e, perché no, di famiglia. Non è facile trovare contesti in cui un gruppo di persone diventa qualcosa di più, ovvero una struttura complessa, che non può essere ridotta alla semplice somma delle sue parti.

Poi ti capita di iniziare un tirocinio presso UNISER e i tuoi preconcetti sugli ambienti di lavoro si ridimensionano in senso positivo. Da tre settimane mi sono ritrovata in un ambiente interessante, coinvolgente e amichevole. Un gruppo ben oliato che mette a disposizione le proprie capacità per realizzare obiettivi condivisi. Un team interdisciplinare, aperto ai suggerimenti e alle innovazioni anche di chi non ha esperienza, con l’unico scopo di migliorarsi e migliorare la loro visione comune. Muovendosi esattamente come una squadra, le varie competenze s’incastrano e si completano come in un puzzle, producendo un complesso di risorse umane che ha la grande capacità di adattarsi e reagire in modo creativo a ogni problematica che si presenti sul percorso.

Da laureata in filosofia, non avendo nessuna specifica per lo svolgimento del tirocinio curriculare, sono stata inserita nell’area ETY (Education, Training and Youth) che, tra le altre cose, si occupa della gestione, dell’invio e dell’accoglienza di gruppi di tirocinanti provenienti da tutta Europa tramite progetti della comunità europea (es. Erasmus+). La cooperativa segue e organizza lo sviluppo pragmatico dei progetti in tutte le sue sfaccettature: dalla ricerca di partner esteri per l’invio di tirocinanti, alla ricerca di alloggi e aziende partner per i ragazzi in entrata. Mi è stata data la possibilità di collaborare e prendere parte ai vari aspetti del progetto che vanno dalla preparazione degli amatissimi (!) “How to go (vademecum fondamentali che facilitano la permanenza dei ragazzi indicando esattamente la strada da percorrere per raggiungere il posto di lavoro) alla ricerca e contatto di aziende presso cui i partecipanti svolgono il tirocinio, alla selezione e formazione dei “nostri” tirocinanti italiani.

Benvenuta Andrea!_mHo imparato tantissimo dal punto di vista lavorativo in un ambiente dove problem solving e capacità di adattamento sono competenze essenziali. Ma, soprattutto, ho imparato dal punto di vista umano, da persone che svolgono il loro lavoro avendo sempre ben presente l’obiettivo etico che li guida: dare possibilità di crescita ai giovani, aiutarli nel loro percorso di vita e contribuire al fondamentale aspetto dell’integrazione culturale.

Quindi sì, sono felice che in questo periodo mi sia stata data la possibilità di avere “un piede in due squadre”: una che fa squadra per affinità di passione sportiva; l’altra che è
squadra per la più importante affinità umana, etica e sociale.

Andrea Silvia Montanari, tirocinante presso Uniser Soc. Coop. Onlus

 

Erasmus+ Interns: Tutto il Mundus è paese

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Asociación Mundus, quando si suol dire nomen omen, è l’associazione spagnola che a metà giugno ha inviato un gruppo di studenti a Forlì per svolgere uno stage organizzato grazie a Uniser. I ragazzi di Mundus sono residenti in Spagna, ma originari di diverse zone del globo: Sud America, Africa, Medio Oriente.

Variegate sono non solo le origini dei partecipanti al progetto, ma anche le loro specializzazioni. Infatti abbiamo accolto due studenti in ambito farmaceutico: Marc, che svolge lo stage presso la sede cesenate dell’Erboristeria La Mandragola -realtà giunta solo quest’anno alla quinta collaborazione con Uniser-, e Astrid Viviana, tirocinante presso la Farmacia Comunale Busecchio del gruppo Forlifarma Spa. Sempre in ambito sanitario si svolge lo stage dell’infermiera sudamericana Graciela, che sta facendo pratica presso la Residenza Pietro Zangheri, casa di riposo che storicamente collabora con Uniser accogliendo sia stagisti che Volontari Europei. Peculiare è l’ambito di studi di Alfonso detto “Sitto”, che sta invece conseguendo la qualifica di tecnico dell’emergenza e sta conoscendo il mondo del soccorso in Italia grazie alla Pubblica Assistenza della Città di Forlì, associazione che gli sta dando modo di assistere ad interventi di soccorso e trasporto sanitario sul territorio romagnolo.
Specializzandi in ambito sanitario ma non solo. Fanno parte del gruppo anche i tirocinanti del settore automobilistico (tra elettrauto e carrozzieri): Omar, El Madani, Daniel e Danromy che stanno migliorando le loro competenze pratiche presso Carrozzeria Elite, Tecnosimplex, Benzoati e la Nuova Casadei e Rossi. Dulcis in fundo le due parrucchiere: Lorena presso il salone Il Solito Vizio e Anam presso Gielle Studio.
Un gruppo multietnico, fortemente coeso, composto da ragazzi e ragazze, giovani e adulti, Europei e non, meccanici e farmacisti, sempre pronti festeggiare durante l’Aperitandem il martedì, brindando ad Uniser e al suo staff che li segue costantemente monitorando le loro attività di stage e risolvendo loro qualsiasi problema logistico e non.

Sandro Geracitano

Erasmus+ Interns: Riformulando la tavola periodica dei tirocinanti

Te (Terrassa)
Al (Alvaro)
Ja (Jan)
Ra (Ravenna)
St (Stage)

Per questi due studenti di chimica venuti da Terrassa (Spagna) il tirocinio appena iniziato ha degli elementi che lo convertono in un’esperienza davvero indimenticabile. “A Terrassa stavano cercando giovani con un grande desiderio di fare uno stage all’estero. Secondo me si dovrebbe approfittare delle numerose opportunità e borse che esistono al giorno d’oggi per fare uno stage in qualsiasi paese straniero”. Evidentemente, quando hanno saputo dell’iniziativa, entrambi hanno alzato la mano, entusiasmati, per parteciparci.

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Arrivati la settimana scorsa, Jan e Álvaro alloggiano in un ex-convento dei Capuccini a Ravenna, gestito dalla Fraternità di San Damiano. “Il posto è veramente stupendo, trasmette pace e tranquillità. Abbiamo anche sentito un paio di volte dei monaci buddisti mentre cantavano”.

I due ragazzi, però, non sono venuti in Italia per eseguire pratiche di meditazione. Entrambi svolgono uno stage nell’ambito della chimica; Jan presso la Cooperativa Bruno Buozzi e Álvaro presso la sede italiana della Cabot. L’accoglienza da parte di entrambe le aziende è stata eccezionale. I ragazzi stanno già imparando le rispettive procedure di sicurezza all’uso di laboratori, attrezzature e di lavoro in genere; lo stage formativo gli permetterà inoltre di migliorare la lingua e di rafforzare la loro figura professionale.

“Aspettative per questi due mesi?” “Spero non litigare di nuovo con la tastiera. Voi italiani non avete lo accento chiuso sulla A!” risponde Álvaro, scherzando. “In realtà siamo un po’ come Cip e Ciop, due personaggi inseparabili”, commenta per la sua parte Jan. Tutti i due siano rimasti impressionati dopo la visita alle aziende. “Speriamo di diventare per loro motivo di soddisfazione”, hanno concluso con un gran sorriso.

Vi aspettiamo presto a Forlì!

Victor, tirocinante presso Uniser Soc. Coop. Onlus

APERITANDEM Summer Edition

Anche con il caldo l’Aperitandem non si ferma mai. Nell’accogliente cornice di Regnoli Beach-la spiaggia più esclusiva della città- ogni martedì ragazzi di tutte le nazionalità continuano ad incontrarsi per scambiarsi esperienze, pezzi della loro cultura e chiacchiere.

La differenza rispetto ad un normale aperitivo?

Che all’Aperitandem tutto avviene in molte lingue diverse contemporaneamente.

Lasciate a casa la timidezza e la paura di sbagliare la pronuncia e armatevi di voglia di tutta la voglia di imparare e la curiosità che avete a disposizione! L’Aperitandem vi sta aspettando!

Ogni martedì, ore 19:00, al Cosmonauta, don’t miss it!

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SVE OUT: Palencia e la Fundación San Cebrían

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Inesorabilmente e senza troppi indugi, arriva, in modo dirompente, implacabile, disarmante e inarrestabile, l’indesiderato momento di lasciarsi alle spalle un progetto, un paese, un’esperienza che per alcuni mesi ha segnato, spesso in modo impalpabile, una parte della propria vita. Ebbene sì, è giunta l’ora di fare la valigia e ritornare alla propria routine, alla propria zona di confort. In realtà, non ci si rende conto di tutto ciò se non quando, una volta scesi dall’aereo e nelle settimane successive, si fa fatica a riconoscere la propria lingua, la gente, le strade (scarso senso dell’orientamento a parte).

Questa nostalgica e forse un po’ troppo pomposa premessa, fa intendere già di per sé che il mio progetto SVE si è rivelato un’esperienza più che positiva, soprattutto in termini di crescita personale.
Ho svolto il progetto a Palencia, no, non Valencia, Palencia con pe, non con uve.
Si tratta di una poco nota cittadina spagnola situata nella regione di Tierra de Campos, nella Comunidad Autónoma de Castilla y León. Trovarsi in questa piccola città, significa calarsi in una realtà molto poco dinamica, quasi totalmente priva di interculturalità e, non di rado, abbastanza monotona. Ciò può spiazzare, quantomeno nelle primissime settimane; d’altro canto però prendersi una pausa dalla caoticità delle grandi città può aiutare a riscoprirsi e può incitare a viaggiare alla scoperta del paese in cui ci si trova.

La Fundación San Cebrían ha rappresentato la mia associazione di accoglienza; essa si occupa di prestare assistenza a persone con “capacità differenti”, ossia che si trovano in una situazione di disabilità fisica e/o intellettuale. Le attività ruotano attorno a dei talleres e il compito del volontario è quello di collaborare, aiutare e proporre nuove idee al proprio tutor. L’ambiente non è assolutamente chiuso, nel senso che il proprio gruppo è quello con cui, quotidianamente, si svolgono, di fatto, le attività, ma nel corso delle settimane si conoscono anche gli altri utenti del centro con molti dei quali si instaura un rapporto di fiducia. Inoltre, si può partecipare alle attività promosse dal Club de Ocio y Deporte o da altri monitor.
Le principali attività sono legate alla manualità, quindi, ci si arma di pennelli, fogli, aghi, fili, forbici, sale, zucchero e farina e si creano disegni di natale, vestiti di carnevale, sacchetti alla lavanda, dolcetti vari. Con questo non voglio dire che sia necessario essere Van Gong o lo chef dell’anno (anche perché non sarei potuta partire): non devono essere opere perfette, ma devono essere svolte insieme ai ragazzi del gruppo.
La semplificazione dell’affermazione precedente, in realtà, nasconde un costante e spesso complicato lavoro, perché tutte le attività devono essere adattate alle “capacità differenti” di ciascuno dei propri ragazzi. In più, è necessario svolgere tutte le mansioni prestando attenzione a tutti contemporaneamente.
In sostanza, è più facile vederlo che spiegarlo!

Svolgere un progetto SVE in un settore decisamente sociale, mi ha dato l’opportunità di ricevere molti, forse un po’ troppi, abbracci e sorrisi da parte di persone che hanno tanto da offrire e da insegnare. Mi hanno insegnato a valutare le cose da una prospettiva differente, ad adattare le cose alle persone e non viceversa, a capire in senso pratico il valore della condivisione, a mettermi in gioco e a cercare di superare i miei limiti.
La fiducia e l’autonomia, datemi fin da subito dalla mia tutor, mi hanno resa particolarmente attiva e propositiva nell’organizzazione e gestione delle attività del mio taller e hanno favorito la mia integrazione, quasi in modo automatico e naturale, all’interno di un contesto al quale non ero abituata.
Il programma SVE in generale offre l’opportunità di conoscere un altro paese, di migliorare o imparare un’altra lingua, di conoscere altri volontari provenienti da contesti geografici e culturali differenti, di imparare e mettersi alla prova in un ambiente diverso dal proprio microcosmo quotidiano.

Marzia, Volontaria Europea presso Fundación San Cebrían

Uniser, la RAAM e le sfide della mobilità

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La Race Across America (RAAM) è, come l’Iditarod, una gara di ultracycling che si svolge ogni anno negli Stati Uniti. I ciclisti che vi partecipano affrontano la sfida di attraversare l’intero Paese, da Est ad Ovest, per un percorso totale di 4800 km che tocca ben 12 stati, in condizioni climatiche estreme ed estremamente diverse tra loro.

All’edizione di quest’anno parteciperà anche Andrea, Presidente di Uniser, attraverso 2backpack, famoso blog che racconta di viaggi ai confini del mondo.
Andrea fa parte del Team Gruberg e accompagnerà nell’impresa due grandi ciclisti italiani, Enrico Bergamelli e Aldo Zini.

Perché Uniser sente il bisogno di raccontare questa storia?

Domanda legittima, la cui risposta è di una semplicità disarmante.

Perché tutto ciò che ha a che fare con esperienze di mobilità che cambiano la vita alle persone è il nostro pane quotidiano.

Che siano ragazzi in giro per l’Europa che vivono per la prima volta l’ebrezza e la paura di essere soli in un contesto totalmente differente rispetto a quello cui sono abituati o atleti di livello internazionale che affrontano sforzi fisici e mentali impressionanti non importa.

Quello che vogliamo raccontarvi è la sfida di chi parte alla volta di scenari ed emozioni sconosciute per poi ritornare con una maggiore consapevolezza di sé e del mondo circostante.