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“Senza i genitori pronti a risolvere tutto, devo cavarmela da solo”

Matteo: a me questa esperienza ha lasciato molto a livello personale, perché stare a stretto contatto con persone che non sono italiane ma di altre nazionalità mi ha fatto maturare a livello personale: ho infatti capito che anche se facevamo fatica a capirci, c’era e c’è un qualcosa che ci unisce: a farlo è la passione per la pasticceria, la dedizione nel voler fare delle torte ottime, sia di gusto che di aspetto. Trascorrere un mese e mezzo da solo mi ha fatto crescere a livello di autogestione, mi ha insegnato a convivere con altre persone e a sapermi regolare su tutto.

Alessandro: Questa esperienza in Spagna mi ha insegnato molte cose: se dovessi citarne alcune direi convivere con le altre persone, saper gestire i soldi, riuscire a improvvisare (essendo in un paese straniero, senza conoscere la lingua, bisogna arrangiarsi) e l’esperienza al Novodabo Restaurant mi ha insegnato molte cose sulla ristorazione. Ho assaggiato tanti piatti che non conoscevo, ho imparato nuove tecniche in cucina, tutte cose che sono sicuro che mi saranno utilissime nel mio futuro lavorativo.

Suzan: Grazie a questa esperienza, ho potuto avere la possibilità di sperimentare e visitare un nuovo ambiente lavorativo diverso da quello a cui sono abituata ed è stata un’esperienza fantastica che ha riempito il mio bagaglio culturale. La sensazione che porterò sempre dentro? La gran curiosità di scoprire un posto che non conoscevo.
Ho inoltre imparato anche a gestire autonomamente la vita quotidiana lontano dalla mia famiglia e da casa: sono oggi molto più indipendente di quando sono partita.

Martina: Questa esperienza mi è piaciuta molto. All’inizio ero molto incerta di riuscire a lavorare in un ristorante senza parlare bene la lingua del paese, ma mi sono ricreduta. Fosse per me tornerei lì, poiché ci ho lasciato il cuore. Colleghi molto gentili, premurosi e pazienti con noi. Si facevano capire e scherzavano molto anche per non rendere la giornata molto pesante. Ho imparato a conoscere nuove pietanze e culture dal momento che il personale del nostro ristorante era composto da ragazzi e ragazze  da ogni parte del mondo.
Saragozza è una città veramente bella, pulita e civile. Le persone sono state molto gentili e molto disponibili. Abril, la nostra tutor, è stata davvero carina con noi, sempre disponibile anche quando un mio compagno ha avuto alcuni problemi. Devo essere sincera: mi è dispiaciuto tornare in Italia.

Gabriele: Inizialmente ero così preso da questa esperienza da non curarmi degli aspetti più delicati, come acquisire un po’ di privacy nonostante si conviva in più persone o riuscire ad adattarmi alle più svariate situazioni in autonomia. Poi, una volta arrivati piccoli problemini e imprevisti mi sono fermato a riflettere: “senza i genitori pronti a risolvere tutto, devo cavarmela da solo”. Da qui è iniziata una maturazione personale che a mio parere è evidente. Qualche inghippo iniziale con la lingua si è risolto grazie alla gentilezza dei colleghi, sempre disponibilissimi. Anche Abril, la nostra tutor, è stata un grande aiuto, molto presente e puntuale.
Chi dovrebbe fare questa esperienza? Tutti i ragazzi che volessero mettersi alla prova.

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