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Lo shock culturale in un’esperienza di mobilità formativa

Comunemente sperimentato da viaggiatori, espatriati e da chi fa esperienze di studio all’estero, lo shock culturale è una sensazione che destabilizza e spaventa, ma non per questo è per forza negativa. In questo articolo troviamo molti argomenti interessanti che dimostrano come sperimentare uno cambio drastico di cultura sia la cosa migliore che ci possa capitare.

Lo shock culturale è formato da tanti aspetti, spesso molto personali. Quali sono gli elementi più comuni che lo alimentano? Il cambiamento del clima in cui si vive, l’approccio a una nuova cultura, cibo mai provato prima, una lingua diversa (magari sconosciuta) e tante nuove regole e abitudini da assimilare. Ognuno di noi reagisce diversamente a tutti questi nuovi stimoli, ma in generale il primo impatto risulta per molti alquanto destabilizzante e anche i piccoli problemi inizialmente ci appaiono insormontabili, proprio perché il nostro sistema di riferimento si trova lontano anni luce dalla nostra nuova realtà. Per molti di noi questo impatto negativo comprende anche l’ansia da separazione iniziale dalle persone care, come amici e parenti che nella vita di tutti i giorni ci sono sempre stati vicino e che ora si trovano lontani.

Lo shock culturale può manifestarsi precocemente o lentamente con sintomi ben identificabili come ansia, umore nero, stanchezza, difficoltà di socializzazione e un calo delle condizioni fisiche generali. Ma la verità è che l’abbattimento dei nostri schemi e l’allontanamento dalla nostra comfort zone possono generare in noi anche un effetto opposto: spesso innescano una crescita notevole che parte proprio dalla volontà di rimboccarsi le maniche per superare questo shock e scoprire un nuovo quotidiano. Ecco quindi come, dopo un momento di incertezza, affrontare la lontananza ci fa accorgere di avere delle risorse inaspettate e di quanto sia importante poter contare su sé stessi oltre che sull’aiuto degli altri. Insomma vedere che possiamo comunque cavarcela da soli in un nuovo ambiente fa davvero bene all’autostima.

Per i giovani tirocinanti che partecipano ai nostri progetti di mobilità internazionale per l’apprendimento è molto importante trasformare questo momento di difficoltà in nuove possibilità: per scoprire i nostri punti di forza, di debolezza e assimilare conoscenze ed esperienze. Adattarsi a un nuovo habitat ci fornirà abilità preziose che si potranno dimostrare fondamentali per il nostro futuro a livello umano, sociale e anche dal punto di vista professionale. Cambierà le nostre prospettive per il futuro e senza ombra di dubbio aprirà la nostra mente verso nuovi orizzonti, mai troppo difficili da sondare, viste le nostre inaspettate capacità di adattamento.

La verità è che lo shock culturale è una vera e propria manna dal cielo, una scarica di adrenalina che attiva i nostri riflessi e che dopo un primo momento di incertezza ci porta a superare quei limiti che neanche sapevamo di avere.

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