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Un momento di confronto sulle politiche alimentari scolastiche in Europa

Negli ultimi anni l’obesità infantile è in grande crescita in tutta Europa. Le scuole dovrebbero esser l’ambiente ideale dove contrastare questo fenomeno insegnando l’importanza di una dieta bilanciata e di abitudini sane. Ma il sistema sta funzionando? In questo interessante report sul cibo scolastico il Joint Research Centre della Commissione Europea discute e confronta le policy alimentari all’interno delle scuole in Europa offrendo ottimi spunti.

Durante un seminario del JRC intitolato “Cibo e nutrizione scolastica in Europa: politiche, interventi e il loro impatto“, vari rappresentanti dei ministeri nazionali, del mondo accademico e delle organizzazioni non governative hanno esaminato e discusso lo stato attuale della politica alimentare scolastica europea, valutando la presenza di eventuali problematiche attive e condividendo strumenti validati e pratiche utili. In questo momentodi confronto si è cercato di estrapolare, tra le varie esperienze europee, gli aspetti più positivi cercando le best practices che potessero diventare una buona base internazionale per ottenere l’ottimale gestione del sistema nutrizionale nelle scuole.

mensa-scolastica

I punti cardine del workshop sono stati vari, ma tra questi spiccano alcuni concetti virtuosi da seguire. Primo tra tutti c’è il fattore collaborazione, si intende principalmente tra istituti e governo, per seguire una linea comune concentrata nel portare cibo sano nelle scuole (anche grazie alla diffusione di incentivi economici e canali privilegiati); nel complesso è risultato decisivo il coinvolgimento in prima persona dei presidi: si è visto infatti che molti dei risultati ottenuti dipendono da una decisa presa di posizione della direzione scolastica; un’altra opzione che ha dato grandi risultati è stata quella di incentivare il consumo di prodotti cibo chilometro zero e coinvolgere produttori locali non solo nell’approvvigionamento alimentare ma anche nell’educazione alimentare. Come si fa il pane? Come si scelgono le verdure di stagione? Come si preparano le  marmellate? Sensibilizzazione e far da sé vanno spesso a braccetto, soprattutto per i bambini, e diventano un’operazione di marketing decisamente valida per la promozione del cibo sano e per il supporto all’economia locale. Ma lo strumento che è risultato a detta di tutti più utile è stato l’aumento degli standard alimentari, ovvero garantire più proposte sane e abbinamenti studiati, per stimolare sin dall’infanzia la passione per cibi diversi e la consapevolezza che il pasto richiede equilibrio. Inoltre molte scuole hanno adottato una politica di revisione delle dimensioni delle porzioni, sempre nell’ottica di garantire una cucina il più possibile bilanciata.

Certo le barriere che possono ostacolare il successo di queste pratiche sono tante, dalla percezione negativa dei genitori, alla mancanza di fondi, ma come sottolinea questo documento c’è bisogno di entrare in azione e invertire la tendenza all’obesità in tutta Europa (e specialmente in Italia dove il trend è in deciso aumento). Proprio per questo il confronto in un’area dove c’è così tanto lavoro da fare è più che necessario. D’altra parte queste sono vere e proprie politiche di prevenzione in difesa della salute dei bambini, un motivo di per sé sufficiente per mantenere aperto il dialogo e stimolare la collaborazione.

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