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L’Emilia Romagna che non resta indietro raccontata dal Financial Times

Recentemente un interessante articolo del Financial Times ha detto qualcosa che ci ha fatto sentire ancora più orgogliosi del nostro territorio e delle nostre origini. Sebbene Uniser abbia una visione decisamente internazionale del mondo del lavoro, qui il legame con il territorio si sente forte e chiaro. Quindi ci ha fatto immensamente piacere, avere – dalla rivista finanziaria più celebre nel mondo – la conferma che la nostra regione si sta dimostrando un capacissimo leader nella ripresa economica e commerciale italiana.

La regione Emilia Romagna, di cui Bologna è il capoluogo, ha status di star nel rifiorire economico del nostro paese. I suoi tassi di crescita post crisi sono stati i migliori in Italia. Come ci fa notare il Financial Times, in un’area così ridotta (delle dimensioni del New Jersey) che ospita 4,4 milioni di abitanti, sono nate tante realtà industriali e produttive di livello internazionale come IMA, Ferrari, Lamborghini, Ducati, Datalogic, YOOX, Barilla, Furla, MaxMara e Technogym.Innovazione Emilia-Romagna

L’economia dell’Emilia Romagna nel 2012, in piena crisi finanziaria, si era ridotta del 2,7%, in linea con la contrazione del 2,8% del territorio italiano. Ma nel 2016 la regione ha registrato una crescita del 1,9%, quasi il doppio della media italiana.

Spesso anche durante la crisi molti dei suoi imprenditori hanno addirittura espanso i business di importazione delle proprie aziende, che sono rimaste quindi competitive, fino a diventare addirittura più solide delle equivalenti attività tedesche. A quanto pare il nostro segreto è l’alto livello di innovazione. Come afferma nell’articolo l’economista Alessandra Lanza, “i proprietari di imprese in Emilia Romagna hanno dimostrato di essere maestri nell’utilizzo della tecnologia in modo intersettoriale”. Dunque niente paura di investire in nuove tecnologie per sviluppare nuovi prodotti quando il mercato lo richiede, tanta voglia di rinnovarsi, puntando tutto sullo sviluppo di tecnologie integrate all’avanguardia.

Sicuramente la vicinanza del polo creativo ed educativo dell’Università di Bologna ha dato tanto alle aziende locali che non hanno temuto le novità. Fenomeno rarissimo se pensate che molte di queste sono nate come aziende famigliari e hanno ancora la famiglia fondatrice come azionista di maggioranza. Un’evoluzione strutturale intelligente e lungimirante le ha però portate a diventare snelle e flessibili, permeabili al cambiamento ma rispettose delle tradizioni.

Insomma, mentre in larga parte l’economia europea si ancora stenta a riprendersi, aziende e investitori della regione Emilia Romagna sono saldi nei loro punti di forza: un’ottima istruzione, ricchezza di competenze vecchie e nuove e, soprattutto, individui che guardano con creatività al futuro, pronti ad accettare nuove sfide.

L’Italia quindi, guidata dalla nostra regione natale, si rifiuta di rimanere indietro. Noi non avevamo dubbi. Sarà che il nostro lavoro ci piace e che ogni giorno incontriamo aziende del nostro territorio che come noi guardano avanti rimboccandosi le maniche senza mai perdere la passione per la propria attività.

Oppure sarà che questo spirito innovativo ce l’abbiamo nel sangue da buoni romagnoli, insieme al sangiovese.

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