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Il volontariato internazionale non è un gioco per ricchi annoiati

Con questo articolo tratto dalla rivista The Guardian, vogliamo sottolineare l’importanza che attribuiamo al volontariato internazionale. Non solo come momento di crescita personale ma per l’impatto effettivo che questi progetti hanno nel mondo.

Troppo spesso si identifica la scelta di effettuare un periodo di volontariato all’estero come un’ottima possibilità di rendere più appetibile il proprio Curriculum Vitae o di approcciarsi al mondo del lavoro in un enebriante mix tra tirocinio non pagato e viaggio. Inoltre, i costi (molto spesso alti) di queste esperienze rendono questa scelta agli occhi di alcuni un capriccio esclusivo di giovani benestanti che cercano avventure alternative al “vero lavoro”.Volontariato Internazionale

Come l’ex-volontaria che ha scritto l’articolo del The Guardian un po’ arrabbiato ma motivante, anche noi vogliamo dire la nostra. Se si scava sotto la superficie e si mettono da parte le molte realtà che in modo fuorviante identificano il volontariato internazionale come una “bella esperienza formativa” evidenziandone l’utilità e i benefici solo per il singolo partecipante, si trova una fitta ed intricata rete di progetti dalle fondamenta stabili e profonde. In questo mondo si muovono tantissimi professionisti che ogni giorno cercano risorse per portare avanti programmi importanti per lo sviluppo e la sopravvivenza di altre persone o culture. Quello che i volontari fanno aderendo a questi progetti ben strutturati è donare il loro tempo, impegno e le competenze ad un grande puzzle fatto di tanti piccoli tasselli. Certo è difficile vedere il quadro d’insieme quando ogni esperienza è un piccolo pezzetto del disegno, ma senza questi ultimi semplicemente il tutto non starebbe insieme. Perché l’impatto del singolo operato di un volontario in una comunità (per esempio) è importante e necessario per lo svolgimento del progetto che sostiene, quindi va valutato per la sua importanza e il suo valore concreto. Poi ci sono i benefici personali che queste esperienze donano a chi si mette in gioco e la bellezza di scoprire una nuova cultura, certo che sì. Ma ogni volontario sa, o comprende in itinere che quello che ha deciso di fare è fondamentale per persone vere, in carne e ossa e non va sottovalutato né sminuito.

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