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Michael: la forza di volontà supera la disabilità

Mi chiamo Michael, ho 22 anni, vengo dalla Spagna, più precisamente da Barcellona, e sono il primo ragazzo sordo spagnolo a partecipare al progetto Mobility of VET learners (KA1) dell’Erasmus+.

Ho scoperto l’esistenza di questo progetto grazie alla scuola e me ne sono subito interessato. I miei genitori inizialmente non erano molto d’accordo, ma poi hanno capito le potenzialità di questa esperienza e mi hanno sostenuto nella candidatura per la partecipazione. Il gruppo con cui sono partito ha iniziato a formarsi in Spagna con conferenze e corsi sia sul progetto sia sulla cultura e la lingua italiana che si sono rivelati molto utili, anche per conoscere i miei compagni di viaggio.

È stato a giugno, però, che è iniziata la vera avventura. Sono partito dalla Spagna per svolgere un tirocinio in Italia nel settore per il quale studio, ovvero come parrucchiere presso il salone Capogiro di Forlimpopoli. Durante la prima settimana di lavoro andavo al salone con l’interprete della lingua dei segni, perché temevo che non sarei riuscito a comunicare senza il suo aiuto; invece, dopo i primi giorni, ho rotto il ghiaccio e mi sono reso conto che potevo farcela benissimo anche da solo, che la comunicazione avveniva comunque, spesso grazie alla mimica facciale e ai gesti. È stata una grande sorpresa per me.

Michael all’opera!

In generale, al lavoro ho imparato molto, non solo a livello professionale e formativo, ma anche da un punto di vista culturale, dato che vi sono parecchie differenze tra l’ambiente lavorativo italiano e quello spagnolo. Ad esempio, non conoscevo la cultura del caffè esistente in Italia e ho trovato divertente che qui il parrucchiere offra il caffè ai propri clienti. Prima di questo stage non sapevo nemmeno come si preparasse il caffè, ma ora ho imparato! Inoltre ho trovato particolarmente piacevole il fatto di potere svolgere alcuni semplici compiti direttamente sui capelli dei clienti, come lavare o fare le trecce, e non solamente sui manichini come normalmente accade durante i tirocini in Spagna.

Per conoscere meglio la cultura del paese mi è servito parecchio anche il corso di italiano offerto da Uniser, che credo sia molto interessante per chi arriva da un paese straniero, e la comunicazione con le persone attorno a me. In particolare sono stato colpito dalla gestualità italiana, che viene usata da tutti, non solamente dalle persone sorde.

Infine, posso dire che questo progetto mi ha decisamente aiutato a crescere: è stata la prima esperienza al di fuori della Spagna, la prima senza i miei genitori ed è stata anche la prima volta che ho vissuto fuori casa, insieme ad altre persone. Ho perciò imparato a gestire le mie attività quotidiane (anche quelle che possono sembrare banali, come cucinare) e a convivere con altre persone. Ciò non sarebbe potuto accadere se fossi rimasto a Barcellona, dove avrei passato un’estate come le altre, mentre qui è tutto nuovo e da scoprire.

Per questa magnifica esperienza voglio quindi ringraziare le due associazioni che mi hanno permesso di aderire al progetto, Mundus e Uniser, e sono loro grato soprattutto perché hanno reso possibile l’inserimento di una persona sorda in questo contesto e sono sempre stati molto attenti alle mie esigenze. Sono così soddisfatto di avere partecipato che cercherò sicuramente di partire anche il prossimo anno (non so ancora se di nuovo in Italia o altrove) e consiglio vivamente a tutti i ragazzi che come me hanno voglia di mettersi in gioco di fare lo stesso.

I am Michael, I am 22 and I am from Spain, more precisely from Barcellona. I am the first deaf Spanish person participating in the Erasmus+ Mobility of VET learners (KA1) project.

I found out about the existence this project thanks to my school and I immediately decided to participate. At first my parents were not enthusiastic about it, but then they understood the potentiality of this experience and supported me in the application process. The group I was part of started forming in Spain, where we attended conferences and courses about both the project itself and the Italian language and culture. This was very useful, especially to get to know my travel companions.

It was in June that the real adventure started. I left Spain to do a traineeship in Italy, working in the field I study for, that is to say as a hairdresser at Capogiro salon in Forlimpopoli. During the first week I was going to work with the sign language interpreter, because I was afraid I could not communicate without her. But after a few days, I broke the ice and I realized I could do it by myself: the communication was possible, often through mimic or gestures, but it was. And that was a great surprise to me.

At work I learned a lot of new things, not only on a professional and educational level, but also from a cultural point of view, since there are several differences between the Italian and the Spanish working environment. For example, I did not know about the Italian “coffee culture” and I find interesting that in Italy hairdressers offer espresso to their clients. Before doing this stage I did not even know how to make a coffee, but now I do! Plus, I found particularly pleasant the fact that I could perform simple tasks on the clients’ hair, like washing it or making braids; usually in Spain you can only work on manikin’s hair as a trainee.

The Italian language course offered by Uniser was very useful to familiarize with the Italian culture and I think it is really something interesting for foreign people coming to Italy. Communicating with the people around me also helped me a lot in getting to know this new culture. In particular, I was impressed by the Italian gestures which are used by everybody and not only by deaf people.

This project also helped me growing as a person: it was my first experience outside Spain, the first time I travelled and lived without my parents, and together with other people of my age, instead. As a matter of fact, I learned to manage my daily activities (even those that may seem banal, like cooking) and to live with other people. This would not have happened if I stayed in Barcellona, where I would have had an usual summer, while here everything is different and to be discovered.

For this wonderful experience I want to thank the two associations that allowed my participation in the project, Mundus and Uniser. I am really grateful to them, especially because they made it possible to integrate a deaf person in this context and also because they have always been very sensitive to my needs. I am so satisfied of this project that I will surely apply for it next year, too (I still do not know if in Italy or somewhere else) and I strongly recommend to all the young people willing to put themselves out there to do the same.

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