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Uniser Interns: Con un piede in due squadre

Picnic al parco_m

Quando da una vita si pratica uno sport di squadra, si è portati naturalmente a cercare le stesse dinamiche di gruppo un po’ ovunque. Appartenenza, obiettivi condivisi, coesione: tutti elementi necessari a far si che un insieme di individui si muova come un unico organismo.

Si sa, però, che non è facile trovare nel mondo “reale” la stessa sensazione di protezione e, perché no, di famiglia. Non è facile trovare contesti in cui un gruppo di persone diventa qualcosa di più, ovvero una struttura complessa, che non può essere ridotta alla semplice somma delle sue parti.

Poi ti capita di iniziare un tirocinio presso UNISER e i tuoi preconcetti sugli ambienti di lavoro si ridimensionano in senso positivo. Da tre settimane mi sono ritrovata in un ambiente interessante, coinvolgente e amichevole. Un gruppo ben oliato che mette a disposizione le proprie capacità per realizzare obiettivi condivisi. Un team interdisciplinare, aperto ai suggerimenti e alle innovazioni anche di chi non ha esperienza, con l’unico scopo di migliorarsi e migliorare la loro visione comune. Muovendosi esattamente come una squadra, le varie competenze s’incastrano e si completano come in un puzzle, producendo un complesso di risorse umane che ha la grande capacità di adattarsi e reagire in modo creativo a ogni problematica che si presenti sul percorso.

Da laureata in filosofia, non avendo nessuna specifica per lo svolgimento del tirocinio curriculare, sono stata inserita nell’area ETY (Education, Training and Youth) che, tra le altre cose, si occupa della gestione, dell’invio e dell’accoglienza di gruppi di tirocinanti provenienti da tutta Europa tramite progetti della comunità europea (es. Erasmus+). La cooperativa segue e organizza lo sviluppo pragmatico dei progetti in tutte le sue sfaccettature: dalla ricerca di partner esteri per l’invio di tirocinanti, alla ricerca di alloggi e aziende partner per i ragazzi in entrata. Mi è stata data la possibilità di collaborare e prendere parte ai vari aspetti del progetto che vanno dalla preparazione degli amatissimi (!) “How to go (vademecum fondamentali che facilitano la permanenza dei ragazzi indicando esattamente la strada da percorrere per raggiungere il posto di lavoro) alla ricerca e contatto di aziende presso cui i partecipanti svolgono il tirocinio, alla selezione e formazione dei “nostri” tirocinanti italiani.

Benvenuta Andrea!_mHo imparato tantissimo dal punto di vista lavorativo in un ambiente dove problem solving e capacità di adattamento sono competenze essenziali. Ma, soprattutto, ho imparato dal punto di vista umano, da persone che svolgono il loro lavoro avendo sempre ben presente l’obiettivo etico che li guida: dare possibilità di crescita ai giovani, aiutarli nel loro percorso di vita e contribuire al fondamentale aspetto dell’integrazione culturale.

Quindi sì, sono felice che in questo periodo mi sia stata data la possibilità di avere “un piede in due squadre”: una che fa squadra per affinità di passione sportiva; l’altra che è
squadra per la più importante affinità umana, etica e sociale.

Andrea Silvia Montanari, tirocinante presso Uniser Soc. Coop. Onlus

 

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