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SVE out: Un volontariato plena inclusión

Riccardo_San Cebrian

“L’esperienza di volontariato europeo nella provincia di Palencia, una piccola ma accogliente città del nord della Spagna situata negli altipiani della Castilla y León, ha lasciato una forte impronta non solamente nella mia persona ma anche nella formazione dei miei progetti futuri. Nonostante stia ancora provando una sensazione di malinconia da quando sono ritornato in Italia, non è calato l’entusiasmo che fin dal mese di settembre mi ha accompagnato durante questa veloce ma intensa avventura, anzi continua a crescere.

Presso il centro della Fundación San Cebrián, un’organizzazione che offre servizi ed opportunità a persone con disabilità intellettiva nel nome dell’inclusione sociale, l’aiuto offerto agli educatori ed il sostegno dato ai disabili nello svolgimento di innumerevoli attività, da quelle manuali alle ludico- ricreative, rappresentavano un’occasione per mettermi in gioco e per imparare cose nuove ed interessanti, per esempio cucinare una buona tortilla de patatas o il classico bizcocho oppure riutilizzare i materiali da scartare per fare giochi, costumi di Carnevale e decorazioni per la casa. Certamente, la routine e la monotonia erano fattori ben presenti in questo ambiente ma la disponibilità da parte degli educatori permetteva di proporre liberamente nuove attività, per esempio canti corali o lezioni d’italiano, insomma l’importante era provare.

Non sono mancate le occasioni per conoscere meglio il territorio e visitare le altre città della Spagna, soprattutto grazie alla posizione geografica di Palencia: vicina alle montagne, non molto lontana dal mare cantabrico, ben collegata con i trasporti. Inoltre, grazie alle trasferte con il club sportivo della Fondazione ho avuto la possibilità di conoscere una parte del mondo dello sport che mi ha sempre incuriosito: lo sport adattato. Difficilmente dimenticherò i bellissimi giorni trascorsi a Siviglia come accompagnatore ai campionati nazionali di nuoto per disabili intellettivi in cui gareggiavano veri e propri atleti che grazie all’impegno, alla forza di volontà ed al duro allenamento, dimostravano di essere campioni nello sport e di poter superare gli ostacoli ed i limiti nella vita.

Ogni momento della vita quotidiana, come fare la spesa o bere una birra con gli amici, non era solamente un’occasione per arricchire il vocabolario ma soprattutto per confrontarsi apertamente e creare un ambiente di condivisione multiculturale. Ed è proprio questa parola, condivisione, ciò che mi è rimasto di più da questa colorita esperienza. Infatti, l’essenza del termine Plena Inclusión (piena inclusione) sta nella partecipazione a gruppi di lavoro e attività in cui anche colui che necessita più assistenza può insegnare qualcosa se condivide le sue conoscenze e passioni con gli altri.”

Riccardo Nori, Volontario Europeo

Riccardo_San Cebrian7

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