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Lorenzo, uno SVE in Spagna e tanto ottimismo!

Ciao a tutti, sono Lorenzo, volontario europeo a Carriòn de los Condes, in Spagna. Ho 25 anni, una laurea triennale in Scienze Politiche – Scienze Internazionali e Diplomatiche “R. Ruffilli” – un passato fatto di tante esperienze lavorative stagionali, un paio di lavori più seri, e tanto, tanto associazionismo.

 Il mio primo lavoro retribuito è stato suonare come chitarrista in un gruppo soul/blues di 13 persone – capite bene che dopo poteva solo andare peggio: bar, vendemmie, raccolta della frutta, Londra, poi un lavoro di cui anche i miei andavano abbastanza orgogliosi: agente commerciale per un’agenzia interinale.

Dopo 7 mesi abbiamo interrotto il nostro rapporto e nel giro di poche settimane sono partito per l’EVS, saturo di rapporti strettamente commerciali e una vita che non era la mia. Sono un inguaribile ottimista, questo va detto, e sono partito per questa esperienza con un bagaglio pieno di buoni propositi, aspettative alte e con la voglia di sfruttare al massimo questa avventura.

 Il mio progetto riguarda l’aiutare i giovani del paese e i pellegrini del Cammino di Santiago, naturalmente in due modi molto diversi: durante il mattino il mio lavoro consiste nello stare al front-office dell’ufficio turistico e aiutare le persone e i pellegrini che passano da Carriòn e dare loro informazioni sul Cammino, sulla cittadina e i servizi che offre loro.Lorenzo, SVE in Spagna

 Durante il pomeriggio invece normalmente lavoriamo (siamo in due) alla Casa della Gioventù, dove aiutiamo i ragazzi e i bambini, a seconda dalla giornata, con i compiti e con le materie scolastiche in cui non si sentono particolarmente sicuri e preparati. A volte rimaniamo con loro anche dopo i compiti per organizzare attività di manualità, giochi e workshops. Superfluo dire che dopo un paio di settimane in un paesino di 2mila anime cominciano a salutarti tutte le persone che incroci per strada: tutti sanno che sei il volontario europeo, al forno ti regalano qualche dolcetto venuto un poco peggio degli altri, al supermercato se una volta lasci il resto di 2-3 centesimi, la volta dopo si ricordano e te li scalano, e tutto procede così, con i famosi “orari spagnoli” e il conseguente pranzo alle 15 e cena alle 22.

 Da quando vivo a Carriòn ho cominciato a giocare di nuovo a calcetto con i ragazzi della mia età e ad allenare la squadra di calcio delle giovanili (11-13 anni), cosa che prima non avevo mai fatto, oltre a cominciare un corso di Italiano per ragazzi fino a 17 anni e a Marzo comincerò un altro corso, già approvato, sui valori e le regole del rugby, con bambini fino a 8 anni.

 Non avevo mai allenato prima, né calcio né tanto meno rugby, ed è anche la mia prima volta come professore di lingua, ma se vi scrivessi che mi pesa, che non ce la faccio a fare tutto, che mi hanno forzato a farlo, direi una bugia grande come un palazzo. La verità è che avviene tutto rapido, indolore e in modo naturale: non ero mai stato fermo senza far sport e anche qui cominciai subito a domandare dove potevo giocare a rugby; vista l’impossibilità di farlo e una carenza di cultura rugbistica da far invidia all’Afghanistan, mi buttai sul calcio e nel giro di un paio di settimane già stavo allenando i ragazzi, orfani di un allenatore trasferitosi in un’altra cittadina.

 La mia settimana tipo si è sviluppata così in maniera del tutto naturale e senza sforzi, e adesso sono occupato quasi tutto il giorno, quasi tutti i giorni, in cose che mi interessano veramente e per il weekend di sicuro non ci riposiamo: Palencia, Valladolid, Burgos, Leòn, sono tutte ad un passo e fra gli altri volontari delle città adiacenti e i ragazzi spagnoli che abbiamo conosciuto, non c’è stato un fine settimana in cui sono dovuto rimanere a Carriòn.Lorenzo, SVE in Spagna

 Sono arrivato a Novembre senza una idea precisa sul cosa fare da grande, sul cosa dover fare precisamente fino a Giugno in Castilla, una valigia, tanti pensieri e tante incognite. Non so se è un caso che dopo un solo mese qua tutto mi sembrava già più chiaro e cominciava a prendere forma, forse era davvero la mia maturità che aveva bisogno di un mese in più, ma mi sembra difficile: la cosa di cui sono sicuro è che l’EVS ti aiuta a guardarti intorno e dentro te stesso.

Conoscere così tanta gente in poco tempo, avere il tempo di parlare e confrontarsi, la formazione all’arrivo e quella a metà progetto, i volontari da tutto il mondo, i problemi che sorgono, culture e tradizioni quando fin troppo simili, quando completamente differenti, sono fattori che influenzano e aiutano il tuo percorso di vita sia professionale che personale e non mi riesco a stupire dei grandi passi in avanti che ho e hanno fatto tutti i volontari che ho conosciuto fino ad ora.

 È l’aria, l’ambiente, le idee e gli atteggiamenti propositivi e attivi che si respirano tutte le volte in cui ci troviamo a confrontarci che ci aiutano a sviluppare le nostre personalità e i nostri percorsi, con un’attitudine che da decisamente troppo tempo non incontravo nei posti in cui avevo vissuto, saturi di pessimismo e sfiducia verso il prossimo e verso l’attuale, troppo spesso verso se stessi.

 Come dicevo prima, sono un inguaribile ottimista, con tutte le delusioni e soddisfazioni che questo atteggiamento può portarsi addosso nel corso di 25 anni, ma questa volta sono più che convinto quando dico che le mie aspettative sono già state ampiamente superate.

Lorenzo Rossi

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