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L’esperienza Erasmus in Italia di Carmen Sara

Dal 13 settembre al 17 dicembre 2021, Carmen Sara ha svolto la sua mobilità formativa in Italia, più precisamente a Bologna. Una volta terminata la sua esperienza ci ha raccontato com’è andata…direttamente in italiano!

«Un autore italiano di nome Cesare Pavese disse una volta: “non ricordiamo i giorni, ricordiamo i momenti” .

È passato quasi un mese da quando sono tornata e penso molto a questi tre mesi, dove ho potuto crescere non solo a livello lavorativo, ma anche come persona. Potrebbe non essere stata l’esperienza che avevo in mente prima di volare verso una “nuova vita”, ma se ricordo bene e devo essere onesta, le aspettative a volte superano la realtà. Ci sono momenti in cui i sogni sono fatti per essere vissuti, e visitare l’Italia è sempre stato un sogno per me, quindi vivere, lavorare e crescere c’è stato un desiderio nella mia lista di cose da fare in questa vita.

Non tutto è stato facile. Stare lontano dalla famiglia, dagli amici… imparare una nuova lingua, usanze diverse, un’altra cultura, un altro tipo di cibo e routine… Ma tutto quello che ho vissuto questa volta mi ha aiutato a realizzare una quantità enorme di cose. A cominciare dalla scoperta di una nuova vocazione: i bambini. Anche se mi sarebbe piaciuto poter fare il mio tirocinio, per esempio, in un ospedale, sono grata che le coincidenze della vita mi abbiano portato a quell’asilo.

Ho sempre sentito persone dire “scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare un giorno in vita tua” e quasi mi sentivo così. È difficile abituarsi ad avere un lavoro a più di due ore da casa, alzarsi presto, prendere vari mezzi di trasporto, che il treno è in ritardo a giorni alterni… ma ne è valsa la pena quando sono entrata dalla porta e ho visto quei piccoli correre da me. È stata una grande gioia lavorare lì, sia per i bambini che per gli insegnanti e tutti coloro che hanno lavorato lì. È bello condividere il tuo tempo con persone così gentili.

Io e il mio gruppo avuto alcune difficoltà in tutto questo tempo, ma ci vorrebbe l’amaro in bocca per ricordare questa esperienza come una brutta cosa. Forse non tutto è stato feste e bei ricordi, ma penso sia giusto così e che anche dalle esperienze non del tutto positive si possa imparare qualcosa.

Per quanto riguarda la casa, ho imparato che una casa è solo una casa. Detto così sembra sciocco. Io spiego: la casa è fatta dalle persone intorno a te. Ed è molto importante circondarsi di brave persone, che si prendono cura di te e ti amano. Ma devi essere consapevole che tutti noi abbiamo brutte giornate e che vivere insieme non sarà sempre bello. Tutti i conviventi di una casa devono fare la loro parte per rendere la casa un buon posto dove vivere.

Ho imparato a cercare alternative quando dovevo affrontare un problema, ad essere molto più positiva e non vedere solo la parte brutta di tutte le situazioni, ad occuparmi della pulizia, dell’ordine e del cibo. Ho imparato a gestire bene i soldi per far quadrare i conti… e ho capito cosa vuol dire avere grandi responsabilità. Sappi che quando cresci, raggiungi un punto in cui la vita dipende solo ed esclusivamente da te. Gli altri possono aiutarti, ma sei tu che decidi e controlli.

Un’altra delle cose che ho amato di questa esperienza, credo sia stata anche quella che più, senza dubbio, è stata viaggiare. Conosci altre parti del mondo. Vedere posti che ho sempre visto in tv, nei film o nelle serie televisive… Senza dubbio, il mio posto preferito è stato Roma. Un luogo con così tanta cultura e storia… è stato meraviglioso percorrere quelle strade, conoscere più a fondo la sua storia, non mi dispiaceva nemmeno perdermi perché tutto quello che vedevo, ovunque guardassi, era bellissimo. Ho sicuramente buttato una monetina nella fontana Di Trevi prima di rientrare.

Un altro dei posti che mi è piaciuto di più è stato Venezia. Non me lo immaginavo così, ancora una volta la realtà supera le aspettative. Ricordo una volta in cui era notte, la luna si rifletteva nell’acqua, il tempo era caldo e un uomo era in gondola a cantare una canzone in italiano… è stato un momento così speciale in cui ho pensato e realizzato quanto dobbiamo valorizzare quei dettagli, perché la nostra vita è fatta di queste cose e anche noi siamo fatti di quello. Di tutto ciò che sperimentiamo e viviamo.

Insomma, se dovessi ripetere questi 3 mesi lo farei ad occhi chiusi. È stata un’esperienza intensa, ma dalla quale ho imparato molto e sono cresciuta come persona, che credo che oltre al lavoro, sia anche uno degli scopi dell’Erasmus.

 E come disse quel poeta, ci saranno momenti che ricorderò per sempre.»

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