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Alternativo 2020: 30 giorni a Lione

Con il progetto Alternativo 2020, otto ragazzi provenienti da diverse scuole dell’Emilia Romagna hanno avuto l’opportunità di trascorrere trenta giorni in Francia, precisamente a Lione, per svolgere un tirocinio presso aziende del posto. Accolti calorosamente dal partner SEPR – una scuola professionale la cui ampiezza dell’offerta formativa e la ricchezza dei laboratori ha colpito molto i ragazzi – hanno iniziato il loro stage in settori quasi sempre affini al loro campo di studi. Rientrati, ci hanno raccontato come è andata.


Elena: «Io ho lavorato alla reception e al bar di una struttura ricettiva che si occupa dell’accoglienza turistica soprattutto di grandi gruppi, che poi è la stessa struttura in cui abbiamo dormito noi per i primi giorni dopo l’arrivo. La più grande difficoltà che ho incontrato è stata la lingua: io non studio francese a scuola, ma il latino e il greco antico, quindi inizialmente comunicare è stato complicato, i miei colleghi parlavano solo francese. Però con il passare dei giorni ho iniziato a capire sempre di più e riuscivo ad esprimermi sempre meglio; inoltre, tutti erano molto gentili e pronti ad insegnare e aiutare. Ho imparato a usare il gestionale delle prenotazioni, con il passare dei giorni si fidavano sempre più di me e mi hanno affidato più compiti. Ad esempio, ho iniziato a curare i loro social media, attività che mi interesserebbe svolgere anche in futuro come lavoro. Sono stata molto bene, soprattutto grazie alla gentilezza dello staff. L’ultimo giorno di lavoro mi hanno anche fatto una piccola festa a sorpresa di addio, portando torte senza glutine e senza lattosio visto che ho queste intolleranze».

Alexandru: «Io ho lavorato in una famosa azienda francese del settore energetico. Per me la cosa più complicata in realtà sono stati i trasporti. Non sono abituato a prendere i mezzi, perché nella mia città (che è molto più piccola di Lione) non ne ho bisogno, vivendo in centro. Invece qui, la sede del tirocinio
era molto distante dall’alloggio e quindi per recarmi a lavoro dovevo cambiare ben tre mezzi: metropolitana, tram e autobus. Ci ho messo un po’ per riuscire a giostrarmi tra le varie linee, ma alla fine è stata un’esperienza».

Samuele e Laura: «Noi abbiamo lavorato nello stesso hotel, ma non insieme, perché i nostri turni erano diversi. Ci occupavamo delle colazioni nei turni di mattina e per il pomeriggio affiancavamo in reception. I turni mattutini iniziavano alle 6.30 e spesso lavoravamo nei fine settimana: questo era il disagio maggiore. Inoltre la nostra tutor e manager dell’hotel era abbastanza severa, ma tutto ciò ci ha dato la possibilità di avere un vero assaggio della vita lavorativa».

Ginevra: «La mia esperienza è stata un po’ turbolenta, perché ho cambiato più volte azienda. I primi due giorni ho lavorato presso un atelier di alta moda la cui responsabile aveva aspettative molto alte riguardo alle mie competenze da studentessa . Successivamente ho passato una settimana nel workshop di moda del SEPR, dove sono stata molto bene e ho anche realizzato interamente una gonna. Infine, per le ultime settimane, ho svolto il mio tirocinio presso un atelier/start up dove ho lavorato molto, ma mi sono sentita ben accolta».

Tommaso: «Io ho lavorato in vari cantieri a fianco di un operaio che si occupava di manutenzioni e riparazioni. Purtroppo la persona che nell’azienda si occupava di elettronica e con cui avrei dovuto svolgere il tirocinio era in ferie e quindi poi le mansioni svolte non erano molto inerenti ai miei studi. A volte l’operaio con cui lavoravo non mi sembrava essere molto attento alle buone norme della sicurezza sul lavoro, ma una volta chiarito questo con il collega, sono stato bene.»

Sarah: «Io studio grafica e ho lavorato per un’agenzia di comunicazione digitale. Siccome la tutor lavorava da casa, io ho lavorato dagli uffici del SEPR con il mio computer. Ho creato un video per le pagine social dell’azienda e ho anche fatto la grafica di volantini con i quali l’azienda vuole pubblicizzarsi. Poi mi hanno affidato il compito di creare un logo nuovo per un’azienda loro cliente che
si occupa di boschi e protezione forestale: ne ho fatti tre diversi così da lasciare poi la scelta al cliente. Lavorando dagli uffici di SEPR, per me il percorso tra casa e lavoro era brevissimo, perché l’alloggio era proprio accanto alla scuola; qui mi sono trovata molto bene con tutte le persone che lavoravano nel servizio relazioni internazionali della scuola».

Alice: «Ho svolto il mio tirocinio in un hotel della catena Mercure nel centro di Lione. Affiancavo la capo governante, che era la mia tutor. A volte aiutavo nel riassetto delle stanze, altre mi occupavo di riempire i minibar o di allestire la “chambre” a seguito di richieste speciali (cioccolatini ecc), altre volte ancora la tutor mi affidava compiti nell’ufficio. La comunicazione è stata un po’ difficile, perché io non parlo francese e la tutor non parlava inglese, ma nel complesso sono stata bene».

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