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“La mobilità? Qualcosa di esageratamente bello” – A Perpignan con REHEAT

Giorgia, Klaudio, Martina, Ioana Bianca, Irene, Alexandrina e Francesco sono partiti alla volta di Perpignan il 17 settembre 2021 per fare una esperienza di tirocinio formativo, accolti dal nostro partner Alfmed. Rientrati un mese dopo ci hanno raccontato com’è andata la loro mobilità, resa possibile dal progetto Erasmus+ REHEAT – tecniche di Ristorazione Ed Hotellerie Ecosostenibili Acquisite Tramite la mobilità.

Klaudio

“Ho cominciato a sentire l’adrenalina per sto viaggio una settimana prima di partire, ero pieno di aspettative, che a fine viaggio si sono rivelate soddisfatte, mi sono divertito tanto e porto dentro di me un bagaglio culturale più ampio sulla cucina. Non solo, grazie a questa esperienza sono anche più sicuro di me stesso!”

Bianca

“Mi ricordo come fosse ieri la felicità che ho provato atterrata all’aeroporto di Barcellona. Eravamo arrivati con molto anticipo all’arrivo del Flixbus e perciò abbiamo avuto l’opportunità di fare un piccolo giro per la città della quale ero rimasta subito affascinata. Verso le 5 di pomeriggio abbiamo preso il Flixbus che ci avrebbe portati a Perpignan, stanca ma entusiasta non vedevo l’ora di arrivare.

Appena arrivati siamo stati accolti da due stagisti Dominika e Toko che ci hanno spiegato tutto ciò che riguardava la casa e la città. Entrata nell’appartamento ho visto un piccolo bagno, una stanza con due letti, il soggiorno con la cucina ed un altro letto. Sul subito ho pensato che fosse molto piccolo, ma comunque sia un mese sarebbe passato velocemente e che ce la saremo cavata. Verso la sera abbiamo cucinato e cenato tutti insieme e poco dopo siamo usciti per fare una passeggiata per la città. E tra chiacchiere e risate abbiamo trascorso la nostra prima sera a Perpignan. L’esperienza Erasmus è stata per me un percorso ricco di emozioni contrastanti caratterizzato da alti e bassi. Ho intrapreso questo viaggio portandomi in valigia tanta voglia di imparare e conoscere una nuova città con le sue caratteristiche e tradizioni. È stata una grande opportunità di crescita personale e professionale ed un piccolo passo per l’inizio del mio futuro che porterò sempre con me.”

Francesco

“Parlando della mia esperienza posso dire che è qualcosa di
esageratamente bello
, io ho intrapreso il percorso della cucina ovviamente perché mi piace la cucina ma il mio sogno nel cassetto è di viaggiare lavorando e lo sto realizzando con questo piccolo passo di un mese. Ma ora vi parlerò dell’esperienza vera e propria. Quando sono arrivato ci ha accolto Alfmed e poi una ragazza nella casa che ci accoglieva. Ho subito pensato che fosse un po’ piccola, dato che eravamo in 9 con un bagno condiviso. Tuttavia posso dirvi che non avrei voluto diversamente. Ho fatto amicizia con molti della casa e sono stato male quando sono partiti, una volta rimasti in 4 la casa era praticamente vuota. Al lavoro all’inizio è stato difficilissimo comprendere e farmi spiegare la prima settimana ma ora ho legato con tutti i colleghi e sono tutti simpatici e accoglienti. Adoro questo lavoro pur se lungo e faticoso e sono contento di aver intrapreso questo viaggio, se ce ne fosse la possibilità ne intraprenderò un altro oppure partirò dopo la scuola per realizzare il mio sogno perché questa esperienza vale 100 volte una esperienza nel proprio paese a parere mio”.

Martina

“La mia esperienza Erasmus è partita abbastanza bene, con i compagni c’è stato fin da subito un buon approccio e con il tempo si è rafforzato il rapporto, nonostante non ci conoscessimo. Appena siamo arrivati l’accoglienza è stata un po’ traumatica perché una ragazza italiana ci ha detto che il posto non era un granché e che non si stava trovando molto bene, ma io e il mio gruppo abbiamo sistemato la nostra casa e dopo qualche giorno ci siamo ambientati.

Il posto mi piace molto, sono tutti molto gentili e in caso di bisogno ci sono sempre. Il posto di lavoro è perfetto, appena arrivata mi hanno accolto tutti in modo molto carino e mi hanno messa subito a mio agio. Lavoro in un ristorante che si chiama Cafe Vienne come cameriera. Mi piace molto perché è tutto super organizzato e mi ha fatto capire meglio il mestiere che poi vorrò fare in futuro: ho imparato e sto imparando moltissime cose. Ho visitato vari posti molto belli, quindi oltre a imparare cose nuove per il futuro, mi sto facendo anche un grande bagaglio culturale che mi servirà sempre nella vita.

È ovvio che ho avuto un po’ di momenti di sconforto, comunque si è sempre lontani da casa, lontani dalla propria famiglia, dai propri cari, dalle proprie abitudini quotidiane, ma nonostante ciò sono riuscita ad andare avanti e mettermi in testa che devo finire questa esperienza che mi farà crescere come persona e crescere professionalmente. Spero che anche voi quando andrete a fare il vostro viaggio vi troverete bene e non scoraggiatevi mai!”

Giorgia

“La mia esperienza Erasmus è stata molto intensa e carica di emozioni. Prima di partire ero felicissima di poter viaggiare, di provare a parlare una nuova lingua e di fare nuove amicizie, ero partita con il piede giusto ma appena sono arrivata a destinazione volevo già tornare a casa. Pensavo di non riuscire a resistere un mese senza la mia famiglia e così ho passato la prima settimana un po’ al telefono e un po piangendo. Avevo paura di lavorare senza sapere la lingua, la prima settimana è stata molto complicata, non sapevo come gestire la situazione.

Ho deciso poi di rimboccarmi le maniche, di lasciarmi andare e così è arrivata la seconda settimana dove tra varie emozioni sono riuscita a farmi valere, ho iniziato ad ambientarmi sia a lavoro sia con i miei compagni Erasmus.

All’inizio di questo percorso desideravo solo tornare nel mio Paese, adesso invece mi dispiace lasciare il Paese ospitante. Mi sono ambientata, mi trovo bene sul lavoro, mi sono aperta e ho iniziato a parlare di più la loro lingua e sono contentissima dei miei progressi. Volevo fare questa esperienza per me stessa, per crescere e maturare.. posso dire di esserci riuscita, ho superato paure, pianti ed emozioni davvero forti ma sono arrivata alla fine, mi dispiace terminare questa avventura ma sono fiera di me stessa e sono contentissima per tutto quello che questa esperienza mi ha regalato. Tornassi indietro la rifarei? Si!”

Alexandra e Irene

“Eravamo molto emozionate dall’idea di intraprendere questo viaggio. I primi giorni forse sono stati un po’ duri a causa della lontananza dai nostri amici, parenti. Perpignan è una piccola città un po’ cara, però ci sono posti da visitare veramente belli come Castillet, Hôtel Pams, il Palacio de las Rosas e per fare foto come il fiume che passa dal centro (consigliato di sera) o la passeggiata sull’argine ideale per fare jogging ma, assolutamente da fare al tramonto l’atmosfera si trasforma totalmente.

Il fatto di alloggiare in piccoli appartamenti, poi, ha comportato alcune responsabilità, come il doversi procurare la spesa (grazie al pocket money che era compreso nell’esperienza Erasmus), cucinare e in generale provvedere alla propria indipendenza. Oltre a questo, anche orientarsi e capire dove si è e dove si deve andare, in una città completamente nuova e sconosciuta, non è sempre facile. Credo però che queste siano le famose “difficoltà belle”: sono quelle esperienze che sul momento possono sembrare talvolta insormontabili e spesso demoralizzanti, ma che ti aiutano ad aumentare la tua capacità di essere indipendente e responsabile.

Per quanto riguarda l’esperienza lavorativa in sé, è un po’ complicato riuscire a rapportarsi con i colleghi perché all’inizio ti guardano dall’alto in basso però, alla fine se vedono che hai voglia e ti impegni e soprattutto non perdi mai il sorriso, diventano molto comprensivi e disponibili. Nel tempo libero, oltre a visitare la città, abbiamo avuto modo di fare amicizia con altri studenti e legare con persone di diverse origini. Concludendo, questa è risultata essere un’esperienza meravigliosa, un’opportunità di crescita da moltissimi punti di vista, un importante momento di apprendimento e di grandi scoperte.”

Categorie

Reheat

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