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Giorgio: a Maribor, in Slovenia, per vincere una sfida

Ciao a tutti! Sono Giorgio, uno dei 10 ragazzi che è volato a Maribor per vincere una sfida.
Detta così potrebbe sembrare una decisione quasi obbligata da qualcuno, come parenti, professori, amici… e invece no: me la sono imposta io.
Partiamo dal principio, visto che ormai questo ‘feedback’ è diventato una storia.
Quando uscì il bando per candidarsi sapevo già che sarebbe stato molto complicato rientrare in quei 50 ragazzi (he sarebbero stati selezionati per partire, ndr), visto che comunque le qualità che richiedono i vari enti sono tante e io non sono propriamente una cima di sapienza: molto pessimistico.
Però, tutto è bene quel che finisce bene: classificatomi nei 50, ho aspettato qualche mese e preparato le valigie. Sono partito più carico che mai.

Il gruppo di Giorgio sulle montagne che circondano Maribor

Arrivato alla fine della mia esperienza all’estero posso confermare che è stata una delle decisioni più difficili, ma anche (e soprattutto) una delle più ripaganti che avessi mai potuto prendere a questa età.
Partiamo dal presupposto che se una persona è parecchio timida e/o ‘mammone’ (usando termini tecnici) questo tipo di avventura è un toccasana per migliorarsi.
Sotto l’aspetto lavorativo, invece, sono stato abbastanza fortunato nel ritrovarmi in un’azienda molto friendly, che mi ha accolto come un bambino (cosa che rispetto a loro, sia per età che per conoscenze, tutti saremo) e che mi ha aiutato in un percorso formativo che mi porterò dietro tutta la vita, sia nel caso mi dovesse essere utile per il mio futuro lavoro o semplicemente come conoscenze personali.
Personalmente credo di esser stato molto fortunato, perché comunque mi sono trovato in un ambiente molto socievole con cui ho subito stretto molto.
Ho passato delle bellissime giornate, nelle quali molto tempo (ovviamente) era impiegato a lavorare, ma comunque arricchito da delle belle pause con intense chiaccherate coi miei colleghi.
Il consiglio che voglio trasmettere a chi sta leggendo quest’articolo è uno, ovvero quello di osare.
Osare nel rischiare di trovare un gruppo di ragazzi che non sono simili a te, ma con cui sei costretto a passare del tempo; osare nel stare lontano da cari e affetti vari per qualche settimana; osare di poterti trovare in un ambiente lavorativo a te scomodo, o dove ci saranno momenti in cui ti faranno fare poco e sarai costretto ad aspettare istruzioni dall’alto; osare solo, ed esclusivamente per vivere un’avventura educativa che comunque ti farà crescere, nel bene e nel male.
Scelta migliore non potevo farla, e ora invito te, che stai leggendo questo post, a rimboccarti le maniche e scrivere un bel modulo motivazionale per vivere la tua avventura.

Giorgio Callegari

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