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A spasso per la romagna: l’ufficio relazioni con le aziende in visita alle cantine

Eravamo in piena fase di preparazione delle prime accoglienze autunnali. L’ufficio acquisti stava chiudendo gli ultimi contratti di locazione con i proprietari di case e appartamenti in cui avrebbero alloggiato i ragazzi, mentre quello della logistica verificava che tutto filasse liscio per i biglietti aerei. Sembrava un giorno come gli altri in Uniser, se non che nell’ufficio che gestisce i rapporti con le aziende c’era un fermento inedito. Lavorare, quel giorno, sembrava più leggero del solito.

Ma per quale motivo?

I nostri responsabili del servizio, Sandro e Michela, avrebbero passato le ore successive immersi nella natura, dispersi nelle dolci colline romagnole a fare sopralluoghi in alcune delle migliori aziende vitivinicole del territorio: a metà Settembre sarebbero infatti arrivati Mari Carmen, Maria Ángeles, Irene, Rafael e Manuel, cinque ragazzi spagnoli che studiano nel settore agrifood per la produzione di olio e vino.

Non è un caso che la scuola spagnola I.E.S. Juan Ramón Jiménez e il nostro partner Imot abbiano scelto proprio Uniser per completare il percorso formativo di questi studenti che già avevano fatto uno stage in Spagna e che avrebbero dovuto finalizzare le loro competenze con un’esperienza in un’azienda all’estero. Infatti lavorare in una cantina, grande o piccola che sia, in Romagna significa immergersi nei colori della campagna, imparare a riconoscerne gli odori, farsi cullare dalla natura che sulle colline che circondano la provincia di Forlì-Cesena è particolarmente ricca. Le aziende di tutta Europa con cui collaboriamo ne sono ben consapevoli e fanno a gara per inviare i loro studenti, specialmente nel periodo della vendemmia, quando i panorami diventano ancora pù affascinanti. Infatti ragazzi spagnoli sarebbero arrivati a Settembre, quando la campagna romagnola si prepara all’inverno, in un autunno ricco di stupefacenti sfumature.

Quel giorno Michela e Sandro sapevano benissimo che Mari Carmen, Maria Ángeles, Irene, Rafael e Manuel avrebbero lavorato in uno dei luoghi più invidiati da turisti e viaggiatori di tutto il mondo, per questo avrebbero dovuto scegliere il meglio.

Il risultato delle ore (anzi giorni!) passate visitare cantine, parlare con i proprietari e, perché no, assaggiare qualche loro prodotto? Quattro cantine, quattro partner, quattro storie di vino e passione.

Poderi dal Nespoli, realtà attiva da quasi un secolo nella valle del Bidente, che sta facendo le cose in grande. Intriga la loro predisposizione alle nuove tecnologie e un marketing brillante che viaggia di pari passo con la passione per la qualità ed il legame con il territorio. La sola visita alla cantina, allo stesso tempo così moderna e tanto profondamente ancorata alle tradizioni romagnole, basterebbe agli studenti di tutta Europa per innamorarsi della magia che si respira in azienda. Lavorare cullati dai verdi pendii che circondano Poderi dal Nespoli è un’emozione quotidiana.

Mari Carmen e Rafael con la nostra Natalia e il loro professore Rafa a Poderi dal Nespoli

 

Indiscutibile il legame con il territorio dell’Azienda Agricola Guarini e di uno dei suoi vini più noti ovvero il Sangiovese Novello Ebe, sulla cui etichetta si trova raffigurata l’antica statua di famiglia che la Contessa Veronica Guarini commissionò ad Antonio Canova e che tanti forlivesi hanno imparato ad amare sin da piccoli nelle le visite scolastiche alla Pinacoteca Comunale. Il simbolo di questa famiglia, dalla storia antica quasi quanto la passione per la viticoltura, è elegante ed intrigante proprio come i suoi vini.

Il casolare dell’Azienda Agricola Guarini

Per la casa vinicola Tenuta Godenza pare che la passione per la produzione vinicola sia una predisposizione che si eredita geneticamente. Infatti l’azienda nasce dall’impegno di Vittorio Tampellini che decide di investire nell’antica tradizione famigliare per la cultura del vino portata avanti tra le colline di San Lorenzo in Noceto prima dal nonno, Federico, nel 1920 e poi dal padre, Alberto, che ha continuato il lavoro e trasmesso al figlio il legame con questa terra dura ma al tempo stesso generosa per la qualità dei suoi prodotti.

Irene e il suo professore Rafa il primo giorno di lavoro alla Tenuta Godenza

Quando la passione per il lavoro della terra incontra la capacità di valorizzare i suoi frutti si consolidano le realtà che fanno forti un territorio sanguigno come la Romagna, la Tenuta Pennita è un esempio di questa determinazione. La sua decennale produzione di sangiovese che viaggia di pari passo con quella più recente del suo ottimo olio fanno ancora una volta brillare la Romagna all’interno del vasto panorama enogastronomico italiano.

Manuel e il Prof. Rafa alla Tenuta Pennita

D’altra parte qualche anno fa la nota rivista statunitense Forbes incoronò la regione Emilia-Romagna a regina della tavola nel mondo e a noi piace pensare, anzi ne siamo certi, che tra le meraviglie che tengono alto il nostro nome nel mondo ci sia anche la passione per il vino. A far invaghire i critici enogastronomici del nostro territorio non sono solo i suoi inconfondibili sapori, ma anche il nostro modo speciale di portare avanti le tradizioni. Il vino in Romagna è un affare di famiglia (nonostante alcune di queste famiglie molto allargate producano diversi milioni di bottiglie all’anno!), che si porta avanti nell’atmosfera migliore per creare legami e donare esperienze da ricordare agli studenti che lavorano in cantina anche solo per qualche mese.

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