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Cooosa, …volontariaaato!?

„Cooosa, …volontariaaato!?” – hanno reagito così i miei conoscenti quando hanno saputo che, fra poco, farò volontariato. Poi hanno continuato a fare delle domande e preoccuparmi: „Ma dooove, in …Africa??” Forse mi hanno già immaginato come distribuisco le medicine per i membri di un clan africano o come soffro della malaria… o chissà che cosa hanno pensato! Ma certo che non si tratti di questo! Dopo, per calmarli, gli ho raccontato tutto: rimango nella continente europea e vado „solo” nel Belpaese, in Italia! …Allora, così è cominciata la mia storia.
Adesso, lasciatemi presentarmi. Mi chiamo Zsófia Szijártó (in italiano solo Sofia) e ho 25 anni. Sono di Ungheria e vivo vicino al Lago di Balaton in una piccola città. Ho ricevuto il mio diploma della letteratura e linguistica russa qualche settimane fa, in luglio.
Poi, continuando la mia storia, 5 mesi fa, il 3 marzo 2014. ho cominciato a lavorare come volontaria europea (SVE) nelle Casa di riposo di Don Baronio (più
precisamente nel Centro diurno) in una città carina, a Cesena.
Sono sicura che anche voi abbiate i bei ricordi delle vacanze passate dai nonni, che hanno raccontato storie interessanti del passato, hanno preparato torte buonissime ecc. Bella nostalgia, no? Purtroppo, per me
è rimasta solo una nonna, …ma immaginate che fortunata fosse io: durante il volontariato avevo più 25 nonni, i nonni carissimi di Don Baronio.

ZsófiaDurante il lavoro ho aiutato le operatrici in portare dalla cucina i pasti del giorno, e poi in distribuirli, in apparecchiare e sparecchiare le tavole, in organizzare diverse programme o diversi eventi per gli anziani. Anzi, ho fatto anche da sola piccolo programme per loro. E il mio dovere piú importante, secondo me, era di far compania per gli anziani: parlare con loro, sentirli, fargli ridere, disegnare insieme con loro, leggergli dal giornale ecc. Loro erano sempre molto grati e per me questo era il maggior ringrazio per il mio lavoro.
Ho trovato molti amici tra i nonni, tra gli operatori e naturalmante anche tra i giovani italiani e anche tra gli stranieri del tutto il mondo. Con i giovani abbiamo fatto migliaia di programmi e abbiamo visitato delle città
italiane come Firenze, Napoli, Bologna, Lecce ecc.
Ma purtroppo, il 15 luglio ho dovuto interrompere il mio progetto perch
è ho avuto la possibilitá di continuare i miei studi al master a Mosca, in Russia. Studiare era uno dei miei sogni, così non ho potuto non accettare questa opportunità, ma è evidente, che mi dispiaccia di lasciare il mio progetto.
Posso dire sinceramente che questo periodo era molto particolare e utile nella mia vita: mi sono arrichiata delle amicizie e delle esperienze di vita, poi mi sono sviluppata personalmente, ho superato le mie barriere e ho potuto provarmi in situazioni nuove. Per questo, vorrei ringraziare alla Organizzazione UNISER, sopratutto a Cecilia Carbonari, agli anziani e operatori del Don Baronio e agli amici le belle esperienze. Quando sar
ò già a Mosca, dopo una giornataccia fredda e griggia, mi farà piacere ricordarmi i bei ricordi del volontariato in Italia!

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