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Hvala Sarajevo! Il progetto Accreditamento Alternativo inizia alla grande

Quando si parla di Erasmus+ si parla di garanzia di vivere un’esperienza di vita indimenticabile! E non è stato da meno per Moiz, Luca, Gianluca, Nicola, Lidia, Madalina, Cezar, Silvia, Marco e Davide, i ragazzi che hanno preso parte al progetto Accreditamento Alternativo dal 23 maggio al 15 giugno.

Destinazione? Sarajevo! Una città simbolica, profonda nella sua storia, di grande impatto e sicuramente stupenda. Ci ha fatto vivere momenti toccanti, divertenti e spensierati che son sicura rimarranno tra i ricordi più belli dei ragazzi e anche tra i miei, che come Group Leader non posso che essere orgogliosa di questi ragazzi affamati di cultura e super in gamba!

Il gruppo è stato una meraviglia: dieci giovani partiti come partecipanti di un progetto Erasmus, tanto diversi tra loro ma capaci di adattarsi all’esigenza di tutti, di trovare e darsi supporto l’un l’altro, che riportano a casa un’esperienza vissuta non solo come partecipanti, ma come un vero e proprio gruppo di amici.

Il partner, all’altezza delle aspettative, sempre attento e disponibile durante tutta la mobility, ci ha accolti in maniera impeccabile. Ci teniamo quindi a ringraziare la IUS, Università internazionale di Sarajevo, e i fantastici “Erasmus buddies”, giovani studenti che si sono messi a nostra disposizione facendoci da preziose guide, interpreti e suggeritori.

L’esperienza in sé però ve la racconta la voce dei ragazzi stessi, il cuore di questo progetto.

Madalina Albu

Questa è stata la mia prima esperienza con Erasmus, una delle più belle esperienze che non scorderò facilmente. Ho imparato tantissime cose, inizierei dicendo del mio tirocinio in un’azienda di moda è stato molto positivo, ho conosciuto persone splendide, tra cui la mia tutor che non sapeva l’inglese se non qualche parola ma grazie ad altri mezzi, come Google traduttore siamo riuscite a comunicare perché tra persone con un cuore gentile e voglia, ci si riesce. Ho sviluppato conoscenze nel campo e ho visto come funzionano le tecniche di produzione in una grande azienda e vedendo anche le difficoltà che sorgevano all’interno di essa. Un piccolo problema: l’azienda non era molto vicina al nostro alloggio, ogni giorno circa un’ora di viaggio e dovevo cambiare autobus, ma a parte ciò è stato costruttivo.

Ho conosciuto persone meravigliose in questo viaggio, tra cui i miei compagni di avventura con i quali è stato bello condividere tante emozioni e scoprire insieme la bellissima città di Sarajevo, una città con una cultura differente dalla nostra e che ha tanto da raccontare. Gli abitanti del posto amano divertirsi e godersi la vita e abbiamo provato anche noi a fare lo stesso in queste settimane.

Ma il più grande insegnamento di questa esperienza è di non aver paura di esprimersi, indipendentemente dal livello che si possiede in inglese, il miglior modo di impararlo è buttarsi nella lingua. Non sempre sono riuscita a dire le cose nel modo giusto ma sono riuscita a comunicare con le altre persone e quello è l’importante.

Lidia Amadei

Le aspettative prima di partire per quest’avventura non erano molte, ma non appena ho messo piede in questa città mi sono dovuta ricredere. Sarajevo è veramente bellissima, ricca di storie e di posti da conoscere e da scoprire, le persone si sono sempre dimostrate molto disponibili e pronte ad aiutarci ad ogni piccola difficoltà.

Fin da subito mi sono anche trovata molto bene con il gruppo con cui ho condiviso ogni momento, pensiero e emozione. è un’esperienza che consiglio a tutti di fare perché fa crescere e fa soprattutto imparare a darsi delle regole, ad adattarsi a nuovi posti, a nuove abitudini e alle persone che si incontrano.

Cezar Costei

Dunque non potrò dilungarmi a lungo, perciò sarò breve e conciso, non avrei mai immaginato che questa esperienza seppur così breve potesse produrre su di me un tale effetto e cambiamento. 

Mi chiamo Cezar Costei delle terre slave, figlio della Bessarabia ed erede dei Daci e con fermezza posso confermare che ho subito un glow-up nello spirito, mente e corpo. Il ferro deve essere battuto per renderlo resistente, così una persona cresce sotto pressione, ed io uscendo dalla mia comfort-zone, ponendomi ogni giorno in nuove situazioni nuove e contatto con altri individui diversi per cultura e pensiero da me, posso affermare che sono maturato non solo come pensiero ma come essere persona, anche il mio tirocinio mi ha insegnato a cosa posso aspirare e in cosa devo ampliare il mio sapere ma una cosa è certa la strada per imparare è ancora lunga.

Del luogo che ci ha accolto posso dire che Sarajevo è una città rinata dalle proprie ceneri e che le persone sono le colonne di questo paese. Un grande grazie alla Bosnia Erzegovina, a questa città e a queste persone che mi hanno cambiato.

Silvia Carriera

Questa è stata la mia prima esperienza Erasmus e all’inizio, non sapendo cosa mi aspettasse, ero un po’ preoccupata. Una volta arrivata a Sarajevo, la preoccupazione é sparita: la città è al di sopra di qualsiasi aspettativa mi fossi fatta prima e sicuramente il gruppo ha contribuito molto a rendere l’esperienza incredibile. L’hosting partner, ovvero l’IUS (International University of Sarajevo) ha reso la nostra esperienza straordinaria, tutti sono stati sempre disponibili e gentili e abbiamo conosciuto tantissime nuove persone da tutto il mondo.

Nicola Fergnani

Torno a casa arricchito come mai prima d’ora, sia a livello lavorativo che di crescita personale.

È stata un’avventura magnifica che mi ha permesso di conoscere una nazione, una città ed un mix culturale unico, mi ha aiutato a migliorare esponenzialmente il mio inglese parlato e le mie conoscenze grafiche. Ho svolto attività varie, a partire da acquisire conoscenze fotografiche in dinamiche particolari e non comuni sino ad ideare e a progettare depliant e poster che verranno pubblicati ufficialmente all’interno dell’Università Internazionale di Sarajevo.

Infine il gruppo creatosi è stato un unione speciale di ragazze e ragazzi aperti al dialogo e capaci all’ascolto, il che ha reso il tutto un’esperienza indimenticabile.

Luca Maso

L’esperienza dell’Erasmus+ a Sarajevo è stata la più bella di tutta la mia vita. All’inizio ero un po’ titubante sul partire oppure no, però dopo aver conosciuto delle magnifiche persone e aver visitato dei fantastici posti mi sono ricreduto, a tal punto dal non voler più tornare a casa.

Per quanto riguarda l’esperienza lavorativa, a essere onesto, non ho trovato numerose mansioni per me, però ho conosciuto dei meravigliosi colleghi che mi hanno insegnato nuove cose molto interessanti. Da Luca è tutto.

Davide Mazzolini

All’inizio del viaggio ero un po’ scettico, ma col passare dei giorni mi sono innamorata della città e soprattutto del lavoro. In particolare ho avuto l’opportunità di assistere al lavoro del hr management, il cuore della burocrazia dell’azienda. Ho indubbiamente imparato molto sulla complessa macchina che smuove la IUS.

La parte migliore  parte dell’esperienza è stata decisamente l’apertura mentale delle persone di culture e provenienze diverse. Quest’ultima infatti ha permesso un fluido e semplice svolgimento del lavoro e della generale comunicazione.

Alla fine posso ritenermi soddisfatto di questa opportunità e spero che in un futuro, possibilmente non troppo distante, avrò un’ulteriore chance.

Marco Pandolfi

Parto con la premessa che di mio non sono un grande viaggiatore, ma questa esperienza mi ha aperto gli occhi su molte cose.

Mi dicevano che Sarajevo era una città noiosa e che si crogiola nelle ferite del passato, ma ciò non è assolutamente vero, anzi probabilmente è la città più interessante che abbia mai visitato fino ad oggi.

A partire dalla periferia fino ad arrivare al centro storico si possono sentire le voci, i suoni, gli odori, e le culture che abitano e convivono all’interno di questo gioiello circondato dalle montagne che è Sarajevo.

Per quanto riguarda il lavoro, è stato estremamente formativo ed ha permesso me ed il mio collega Cezar ad imparare la realtà dell’informatica aziendale creando delle pagine web che sono state effettivamente utilizzate dall’azienda nella quale ho lavorato.

Mi mancherà questa città, questa atmosfera e,più di tutto, tutti i componenti di questo magnifico gruppo con i quali ho vissuto l’interezza di questa esperienza.

Gianluca Zani

Esperienza di Erasmus+ a Sarajevo. Magnifica. Ho sempre voluto viaggiare e ne ho avuto l’occasione, sono arrivato in un paese di cui si parla poco e male, ma standoci capisci che, per l’appunto, sono solo parole. In realtà è un posto fantastico, pieno di culture, persone e usi, diversi e uniti, che insieme formano un grande capolavoro. 

Personalmente ho avuto l’opportunità di lavorare all’università di Sarajevo e mi sono trovato benissimo, sia a livello di tipologia di lavoro sia per le persone con cui lavoravo, davvero stupende. 

Non dimenticherò mai di questa esperienza e anzi penso che ci sia bisogno di  farla conoscere di più ai ragazzi, perché molti non sanno dell’esistenza di ciò. 

Moiz Ahmad

Un’occasione, un’esperienza che ricevi una sola volta in tutta la tua vita e che non devi lasciarti scappare, un’esperienza che aumenta la confidenza ed apre la porta per conoscere te stesso. Il mettersi in una posizione scomoda, come essere lontani da casa e da chi ti ama, ed affrontare le cose in modo che ti servano come lezione. Errori, fallimenti sono ciò che ti formano di più; fallimenti che possono essere il aver sbagliato un qualcosa durante la giornata o al lavoro, come può anche essere un fallimento in amore. Bosnia Erzegovina, un luogo per il quale ho affrontato molte critiche per averlo scelto, ma che rispecchiava i miei obbiettivi: il voler essere all’estero per espandere il mio sapere con la cultura, esperienze di lavoro e ambiente diverso.                  

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