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Breslavia: i racconti dei partecipanti al progetto Reheat, parte 1

Alex Bedeschi

La scelta di fare questo Erasmus è stata tutt’altro che programmata. Appena ho saputo dalla scuola che avrei potuto fare una esperienza ho immediatamente preso la palla al balzo e detto sì, lo voglio fare, senza pensare alla destinazione o alle persone con cui avrei avuto dovuto convivere; non mi interessava, volevo solo partire. Fortunatamente i miei genitori me lo hanno permesso e ringrazio loro di avermi fatto fare l’esperienza più bella della mia vita. Appena arrivati ho subito notato la differenza che c’è tra il piccolo comune da cui provengo e la grande città che ci ha ospitato. Ciò mi è stato molto utile per capire che il mondo è grande e non è fatto delle solite strade di campagna.

Comunque la città è veramente bella, piena di cose da visitare. Spero un giorno di poterci ritornare per esplorare ciò che non sono riuscito a vedere. Dopo qualche giorno dal nostro arrivo ho iniziato a lavorare all’Hotel Monopol (l’azienda a cui sono stato assegnato). Li ho imparato molto e a dare peso ai dettagli che in un posto del genere sono fondamentali essendo un 5 stelle. Mi sono fin da subito sentito a casa grazie all’aria di serenità che si respirava. Altra cosa che mi ha stupito è stata la grande fiducia che mi hanno dato, lasciandomi verso gli ultimi giorni partecipare al servizio serale.

Esperienza stupenda.

La convivenza nel complesso è stata piacevole, con i soliti alti e bassi si intende ,e sono molto contento di aver trovato persone che nel futuro sono certo di voler rivedere. Un grande grazie lo voglio dedicare alla nostra tutor Sara che, nonostante i piccoli problemi che sono insorti all’interno del gruppo (cosa più che normale), ha sempre dato tutta se stessa per noi. Lei è anche colei che ci ha spronati a visitare il più possibile sia in città che fuori durante le gite a fine settimana. Grazie a lei siamo riusciti a visitare due città stupende come Praga e Cracovia, oltre a Breslavia (città dove abbiamo vissuto). Raccomando a tutti di provare a partecipare a questi progetti perché sono esperienze che ti fanno crescere in tutto e per tutto e credo che con me questo sia successo

Serena Brizzi

La mia esperienza in Polonia in Erasmus+ è stata indimenticabile. Siamo partiti dall’aeroporto di Bologna e dopo due ore siamo atterrati a Wroclaw anche detta Breslavia. Siamo andati subito nel nostro ostello (Ostello Vanilla) che fin dal inizio mi è sembrato molto accogliente. Il giorno dopo l’arrivo siamo andati a fare una piccola visita alla bellissima città… bella per tutto dalle piccolezze, come per esempio i nani sparsi per tutte le strade che rappresentano un movimento pacifista chiamato “Alternativa Arancione”; ho amato le enormi cattedrali di stili diversi, le case tutte colorate…
Durante questo mese abbiamo avuto la fortuna di visitare per bene Breslavia da cima a fondo. Abbiamo esplorato il Giardino Giapponese: nel 1994 il Comun ha chiesto infatti aiuto all’ambasciata Giapponese a Varsavia per consentire al Giardino di recuperare il suo aspetto originario. Grazie a questa collaborazione in tre anni questo luogo ha acquisito di nuovo l’autentico carattere nipponico di un tempo. Gli abitanti di Breslavia considerano questo luogo come molto suggestivo. In questo giardino sembra di entrare veramente di Giappone grazie ai piccoli fiumi, cascate, ponticelli e tanto verde.
Vicino a questo giardino c’è la Fontana Multimediale di Wroclaw è una grandissima struttura illuminata con più di 300 getti di acqua, il flusso dell’acqua, accompagnato da luci e musica, è regolato da appositi programmi multimediali in grado di creare effetti dinamici particolari.Il getto principale arriva fino a 40 metri, la Fontana è circondata da un Pergolato.

Abbiamo avuto la fortuna di aver avuto dei tutor polacchi che ci hanno portati a mangiare in un ristorante tipico i pierogi, che sono dei ravioli ripieni; abbiamo poi provato una zuppa tipica passata di pomodoro pane e maiale e tantissimi tipi di patate tutte buonissime.

Sempre grazie a loro, abbiamo visitato il castello di Książ che è situato nella regione storica della Slesia: venne costruito tra gli anni 1288-1292 ci viveva una famiglia di 8 persone ed avevano ben 300 persone per servirli (cuochi, camerieri,donne delle pulizia ecc.). Questo castello ovviamente è stato ristrutturato e negli anni hanno aggiunto altre due torri solo per i “servi”.. hanno dei bellissimi giardini e una vista che lascia senza fiato..In questo castello si possono fare matrimoni,festeggiare capodanno e altre cerimonie grazie alle grandi sale “reali”.Lo stesso giorno siamo andati a vedere anche il Palmiarnia Walbrzych che è una grande serra/giardino botanico con tantissimi tipi di fiori e piante.

Durante questo mese oltre alla città di Wroclaw abbiamo anche visitato Praga, che descriverei come una città magica da mille sfumature al centro dell’Europa. Abbiamo visitato il famoso Castello da sempre simbolo di potere.La cattedrale di San Vito simbolo di religiosità ceca ha uno stile tra il barocco del quartiere basso e le tipiche guglie appuntite della Cattedrale .Il quartiere di Mala strana che in ceco significa “parte piccola” sarebbe la parte nuova della città fatta da artisti dove si trova anche la famosissima Casa Danzante uno straordinario edifico dedicato alla grande coppia del ballo.
Abbiamo anche visitato il centro del quartiere, ovvero la Piazza della Città Vecchia, da sempre luogo degli avvenimenti più importanti di Praga: dalle incoronazioni dei sovrani alle esecuzioni dei condannati, oggi l’attrazione principale è l’orologio astronomico che ogni ora da “vita” alle statuette dei personaggi religiosi e civili che si muovono da una piccola finestrella.

Un’altra attrazione che abbiamo visto è stato il Ponte Carlo, che unisce il quartiere di Mala strana con la Città Vecchia; sopra questo ponte cerano molti artisti di strada come per esempio musicisti,pittori,artigiani, in questo ponte ci sono anche statue di santi, eroi, cavalieri e altre figure alcune legate a delle leggente di praga.

Molto conosciuto a Pragaè anche il muro di John Lennon e come potevamo non andarci: poco tempo dopo la morte del cantante dei Beatles, qualcuno ha trasformato una lastra di pietra dell’ex acquedotto pubblico sul muro dei Giardini Maltesi in un memoriale improvvisato con un dipinto raffigurante il volto del cantante .Assieme alle candele accese aumentarono le citazioni delle canzoni di John sulla pace e la libertà e, poco dopo, si aggiunsero gli slogan accusatori nei confronti del regime totalitario. Con l’arrivo della democrazia, il muro ha perso parte del suo significato, anche se appare ancora oggi come una tavola colorata di messaggi e tag.

Parlando della convivenza è stato bello ma anche complicato in certi momenti, perché si sa siamo ragazzi tutti diversi ed è normale che a volte nascono dei disguid; la tutor però è riuscita a calmarci e a starci vicina in ogni momento!

Il lavoro mi preoccupava davvero tanto (per la lingua principalmente), ma fortunatamente ho lavorato in una pizzeria italiana al centro della città e sono stata contenta di aver conosciuto nuovi gusti di pizza per noi italiani strani ma amati dai polacchi come per esempio la pizza con il prosciutto cotto e l’ananas..

Durante questo mese grazie a questo lavoro ho anche imparato le abitudini di qua e alcune parole di uso quotidiano in polacco.

Francesca Cappelli

È la prima volta che faccio questo tipo di esperienza in Erasmus: prima di partire ero molto in ansia, di lasciare la mia solita routine e cominciare qualcosa di nuovo ma allo stesso tempo non vedevo l’ora di iniziare una nuova avventura.

Pensavo che la città non mi sarebbe piaciuta e che avrei avuto molta difficoltà con il cibo; allo stesso tempo peró mi aspettavo anche di conoscere gente nuova e che magari sarei anche diventata più matura, crescendo come persona.

Appena sono arrivata la mia prima paura riguardante la cittá è sparita… non me lo aspettavo ma mi è piaciuta molto, e con il passare delle settimane ho iniziato a conoscerla sempre di più e a sapermi orientare meglio. Insomma piano piano mi sono sentita un pochino più “a casa”.

In ostello mi sono trovata subito molto bene, e tra l’altro con il bagno in camera e con il resto del gruppo a due porte di distanza dalla mia non potevo chiedere di meglio.

Abbiamo solo avuto qualche problema per quanto riguardava il cucinare e il lavaggio dei piatti, però aiutandoci a vicenda e dividendoci i compiti a turni siamo riusciti  a gestirci abbastanza bene senza spendere neanche troppo.. per il resto è andata sempre bene, visto che con il mio gruppo abbiamo subito fatto amicizia e mi sono sempre trovata molto bene, a parte problematiche che abbiamo avuto ma che abbiamo cercato di risolvere. Nonostante avessimo orari di lavoro diversi riuscivamo sempre a trovare tempo per stare tutti insieme, come all’ora di cena che era uno dei momenti che mi piaceva di piu.

A lavoro fin da subito mi han fatto fare le cose più semplici, come la preparazione delle chiavi delle camere, il welcome corner, i fogli del pull out e nel mio piccolo ho cercato di aiutare alla reception.

Con i miei colleghi non ho avuto problemi tranne per il fatto che a volte capitava di sentirsi esclusa perché parlavano sempre polacco: purtroppo non riuscivo sempre a prendere parte ai discorsi.

La cosa che più mi piaceva era quando c’erano i clienti italiani e si fermavano a fare due chiacchere con me.

Nel nostro tempo libero cercavamo di andare il piu possibile in giro, abbiamo girato buona parte di Breslavia, tra le fontane che facevano giochi d’acqua a tempo di musica e si illuminavano la sera, il giardino giapponese che era un grande giardino con laghetti e tante belle piante, le piazze principali, lo sky tower, il museo di scienza interattivo, la serra botanica, il castello Ksiaz, e altre piccole bellezze del posto.

Gioele Celli

Sono qui a scrivere questo articolo per dire che essendo la prima volta che faccio parte di un’esperienza così duratura non so al 100% come pormi in tutti gli aspetti e punti importanti nella mobilità! .

Ho già avuto esperienze all’estero, sempre con il progetto Erasmus però di durata inferiore e devo dire che sono stati giorni di pieno lavoro ma anche di grande divertimento. Ma un mese all’estero, per me era la prima volta.

A essere sincero prima di fare questa esperienza mi sono fatto una “scaletta mentale”… fare nuove amicizie, adattarmi alle norme del paese, andare d’accordo con i miei compagni di viaggio (anche se è difficile perché ognuno la pensa diversamente) però sta lì il gioco nel imparare a rispettarsi e farsi rispettare.

Quando mi hanno comunicato che sarei venuto in Polonia, mi sono un po’ “avvilito” perchè vedendo la città dalle foto o video non mi soddisfaceva. Dopo il primo periodo ho imparato a trovare i punti più belli della città e devo dire che mi sono trovato molto bene, è ovvio che non è il mio clima preferito però le giornate hanno iniziato a scorrere veloci. Il rapporto di convivenza ha avuto alti e bassi, però pian piano si è creato e rinforzato, anche grazie alle attività svolte assieme, un rapporto che cambierà la vita di tutti, marchiandola. Mi sono divertito un sacco con tutti loro. 

Per esempio quando assieme siamo andati ai Giardini Giapponesi molto belli e poco inquinati, alla fontana multimediale di Wroclaw che ha più di 300 getti d’acqua con un sacco di giochi di luce, il castello di Ksiaz (che è stato costruito tra il 1288/1292) e che contiene circa 300 stanze, la Casa delle Palme,un grande giardino pieno di piante (lo consiglio a tutti perché è bellissimo). Siamo stati anche una giornata a Cracovia, molto ma molto bella anche questa città…però non la consiglio per semplice fatto che le persone non sono rispettose nei confronti dei turisti! Anche quando siamo partiti di notte per riuscire a vedere Praga il più possibile è stato bello: le cose che mi hanno più colpito sono le Case danzanti (create per due famosi ballerini del tempo), la Cattedrale di San Vito, la Città vecchia, siamo anche passati dal Ponte Carlo che unisce il quartiere di Mala strana (la parte nuova), con la parte vecchia della città.Molto bella perché piena di artisti di strada,persone che cantano e che si divertono!

È appunto grazie a questi bei posti che è migliorata il rapporto tra noi, che spero che rimanga intatto anche quando torneremo a casa. Anche con la tutor va tutto bene e penso che sia la migliore…

Per quanto riguarda il mio tirocinio, sono stato fortunato a essere capitato in una pizzeria (Pizzeria Bube), in cui il tutor parlava italiano. La pizzeria è molto bella e la pizza buona, però l’ambiente è molto piccolo quindi non ti permette di lavorare sempre con costanza. Ma anche quando magari al lavoro non è stata una giornata bellissima il gruppo ti fa sorridere e ti fa divertire.

Questa esperienza ti aiuta non solo ad crescere nelle dinamiche di gruppo, ma anche a livello personale, perché Erasmus+ significa anche questo, no? A me sta servendo a capire diverse cose e aspetti della vita importanti ed essenziali che ora non starò ad elencare.

Che dire questa esperienza si sta portando a termine con il giusto umore ! Quindi io ringrazio l’Unione Europea che finanzia questi progetti utilissimi per i giovani, per imparare e per rapportarsi con nuove culture.

Grazie ♡

Nicholas Costa

Wroclaw a mio parere è stupenda, grande e con sempre qualcosa da visitare (musei, giardini, fontane e altri posti bellissimi), abbastanza economica, molto popolata e sempre molto attiva. I suoi giardini Giapponesi sono fantastici, ben curati, le fontane illuminate a ritmo di musica dei vari spettacoli, la cattedrale è mozzafiato e di notte è spettacolare grazie alla perfetta illuminazione, poi ci sono le varie isolette in mezzo al fiume e tante altre cose stupende.

Per questi motivi la consiglierei come meta Erasmus e non solo.

Sul lavoro parlando del locale dove sono andato a fare il tirocinio, purtroppo non è esattamente tipo di locale che si aspetta uno studente della scuola alberghiera: i piatti erano o per il pub o per il pranzodei dipendenti delle varie aziende limitrofe. Nulla di cosi eccezionale, insomma, per noi studenti che vogliamo arricchire sempre più il nostro bagaglio di conoscenze ed esperienze. Per fortuna però in ogni locale c’è sempre qualcosa da imparare ed essendo in un altro paese ho imparato piatti tipici del posto come il Gulash, pieroghi, la kasczanca, i gomólki e altri. Per quanto riguarda il personale,  mi ha sempre trattato benissimo sono stati molto accoglienti e subito abbastanza in confidenza, una volta superato lo scoglio iniziale della lingua, al quale però, ci si abitua subito senza problemi.

Per il fatto della convivenza, per me non era la prima volta a convivere con nuovi ragazzi, all’inizio ci sono stati alti e bassi, qualche piccola discussione che poi si è risolta parlandone in gruppo e ragionandoci tutti insieme. Per alcuni è stato più difficile ambientarsi ed abituarsi a fare le cose da sé al contrario di altri che si adeguavano molto ed cercavano sempre di trovare la soluzione migliore. Un grazie di cuore alla nostra tutor Sara perché non ci ha mai lasciato e ci ha sempre cercato di tenere lì con la testa e farci ragionare sempre di più. Tutto sommato è stata una bella convivenza con tutti quanti e la rifarei molto volentieri perché è stata un’esperienza fantastica che non si può dimenticare.

Nel tempo libero abbiamo sempre cercato di fare più visite e gite possibili. Quelle che mi sono piaciute di più sono: la gita a Praga con il suo il ponte Carlo, il muro di John Lennon che me lo aspettavo diverso però abbastanza carino, il castello che si raggiunge dopo una lunga scalinata e da cui si può ammirare interamente Praga che emoziona, soprattutto verso sera. Purtroppo essendo molto grande siamo riusciti a visitata tutta.

La gita a Cracovia che è quella che mi è piaciuta di più perché è una città più piccola a confronto delle altre, ma anche perché siamo riusciti a organizzarci meglio con orari di visite di molti posti e quindi siamo riusciti a girarla tutta dal quartiere ebraico, fino al castello che è fantastico, poi in centro, l’Università dove ha studiato Niccolò Copernico molto bella e piena di storia.

Tutto sommato questa esperienza mi è servita molto, imparato molto e devo dire che rifarei volentieri l’Erasmus perché si cresce e si imparano altre culture e si scoprono cose nuove e personalmente come esperienza la consiglio a chiunque si voglia mettere in gioco e far vedere quanto vale. Ringrazio tutti i miei compagni di viaggio per questa esperienza e anche un grazie di cuore alla nostra tutor!

Khadija El Jazouli

Prima di partire per questa esperienza Erasmus+ speravo fosse un esperienza divertente, indimenticabile e che mi aiutasse a crescere sia mentalmente, conoscendo nuove culture e i modi di fare degli altri paesi; fortunatamente è stato cosi, come me lo immaginavo.

La prima settimana mi è servita soprattutto per conoscere la città, i compagni con i quali ho fatto questo bellissimo viaggio, i miei tutor e il personale dell’ azienda dove ho lavorato.

Il terzo giorno a Wrocalw sono andata a fare l’ interview con il mio tutor aziendale appena sono entrata nell’azienda dove ho svolto il mio tirocinio (Hotel Monopol) mi sono subito  innamorata del posto; quando ho iniziato il lavoro mi sono trovata fin da subito molto bene sia con il loro modo di cucinare che con il personale. All’inizio avevo il un po’ il problema della lingua ma c era un sous chef che parlava abbastanza bene italiano, anche se non c’era sempre quindi comunicavo con gli altri in inglese . Nel corso del mio tirocinio all’hotel ho imparato tante cose e tantissimi nuovi piatti e nuove ricette polacche come i tipici pierogi, e l’ultimo giorno di lavoro ho fatto il servizio al secondo ristorante dell’albergo, l’Aquario, di livello un po’ superiore.

Per quanto riguarda la convivenza in ostello ci sono stati periodi nei quali andavamo molto d’accordo e altri un po’ meno, ma penso sia normale in un gruppo numerosi di adolescenti. L’ostello era molto accogliente, ben strutturato ed in una posizione abbastanza tranquilla.

L’impatto con questa citta, Wrocalw, è stato fin dall’inizio bello anche se siamo arrivati di notte e non c’era molta gente in giro a quell’ora. E ogni vota che visitavamo una sua nuova parte mi piaceva sempre di più. I posti piu interessanti che siamo andati a visitare sono diversi. Il giardino giapponese, un posto molto tranquillo  che mi è piaciuto molto per il suo stile orientale con varie castate e laghetti. Lì vicino c’era la fontana multimediale di Wroclaw che è magnifica e  consiglio ad ogni persona che un giorno dovesse venire in Polonia, di non perdersi lo spettacolo di getti d’acqua e luci che si muovono a ritmo di musica creando un atmosfera fantastica.

Nel weekend della seconda settimana abbiamo fatto la gita organizzata da Mode al castello Ksiaz, che era abitato da una famiglia di tedeschi circa 800 anni fa. E’ circondato da stupendi giardini e una vista molto bella, la parte della visita del castello che mi e piaciuta di più è quando abbiamo esplorato i sotterranei.

Ad oggi nel castello si possono festeggiare diverse cerimonie, capodanni o matrimoni. Da lì, poi, siamo andati alla casa delle palme (Palmiarna Walbrzych) un giardino con un sacco di fiori e alberi molto belli.

Oltre a questa gita la nostra tutor Sara, molto gentile e sempre disponibile per ogni nostro problema, ci ha organizzato altre due gite, una a Praga e una a Cracovia.

La gita a Praga è stata molto bella ma siccome era talmente grande non siamo riusciti a visitarla tutta, siamo riusciti ad andare al famoso castello, la cattedrale di San Vito molto bella di sera, le case danzanti, l ‘orologio astronomico che mi  aspettavo piu bello, Ponte carlo pieno di artisti strada e infine al muro di Jhon Lennon che mi è piaciuto veramente tanto.

La gita a Cracovia mi è piaciuta molto: siamo andati a vedere il castello e la torre sulla quale siamo saliti per godere di una vista fantastica che mi ha lasciata senza parole. Sulla torre abbiamo visto l’uomo che suona con  la tromba una melodia che ad un certo punto si interrompe bruscamente per ricordare il custode che fu colpito con una freccia in gola durante l’attacco dei Tartari. Durante questa gita abbiamo fatto l’esperienza dell’Esacape Room ed è stata fantastica e soprattutto ci siamo divertiti un sacco perche gli attori che lavoravano li erano veramente molto bravi. Finisco questo articolo dicendo che questa esperienza e stata fantastica e  indimenticabile. Io la rifarei.

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Reheat

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