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24 giorni in quel di Vilnius

La mattina di quel 3 ottobre 2018 alle 5:05 all’Aeroporto Marconi di Bologna, nessuno si sarebbe mai aspettato quello che sarebbe capitato nei successivi 24 giorni. Noi, 10 ragazzi dell’età compresa tra i 16 e i 18 anni, stavamo partendo per Vilnius, capitale della Lituania.

Già dai primi giorni abbiamo potuto assaggiare le temperature vertiginose del paese situato nell’Europa del Nord, ma in compenso abbiamo anche assaporato i vari piatti tipici della Lituania come gli “Zeppellini”, una porzione di patate ripiena di carne, e la classica zuppa alle barbabietole. Il ristorante che abbiamo scelto per alcuni dei nostri migliori pasti ci è stato consigliato da EU-Trade, l’ente che ci ha ospitato per questa esperienza e che ci ha accolto e indirizzato nelle aziende in cui avremmo dovuto lavorare. 

Vilnius

Proprio così, abbiamo lavorato in diverse aziende come “collaboratori” svolgendo diverse task che i nostri capi e tutor ci assegnavano. Il lavoro in fin dei conti era soddisfacente, dovevamo lavorare un minimo di 6 ore al giorno per arrivare a 90 ore totali in 3 settimane. 

Non vi stiamo neanche a spiegare però che le esperienze più belle le abbiamo fatte fuori dal campo lavorativo. Durante il nostro tempo libero abbiamo stretto amicizia tra di noi, vivendo momenti che difficilmente dimenticheremo nella nostra vita; abbiamo condiviso momenti positivi e negativi per nulla scontati e alcuni di noi (se non tutti) hanno sperimentato per la prima volta la sensazione di vivere da soli ed essere responsabili per noi stessi, conquistando varie soddisfazioni. 

Sicuramente da questo viaggio ci porteremo dietro le varie visite ai musei che abbiamo effettuato, il weekend al Lago con visita al castello medievale sull’isola a Trakai e il “semplice” tramonto alle 3 croci.

Le emozioni che abbiamo vissuto a Vilnius sono tangibili, soprattutto in questi ultimi giorni di permanenza. La malinconia si avverte, è nell’aria. Nessuno si aspettava un’esperienza così forte, piena di emozioni e di ricordi indimenticabili. 

Noi vi consigliamo solo di non avere paura e di decidere di provare a fare una mobilità all’estero: inizialmente la vivrete con un po’ di timore, ma alla fine avrete l’amaro in bocca per quanto poco è durata.

Ora possiamo solo ringraziare tutti quelli che ci hanno permesso di fare questo viaggio.

Grazie.

“E siamo noi, e siamo noi, il paradiso siamo noi.”

Gruppo Erasmus+ 2018, Vilnius

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