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L’appassionato racconto di un’esperienza di mobilità a Siviglia, grazie al PON

Ed eccoci qui, stesi al sole su di una terrazza nel centro di Siviglia. Ci sono 35 gradi, ma ciò non ci impedisce di trascorrere il pomeriggio insieme, tirando le somme della nostra avventura ormai giunta al termine. 

19 Giugno ’18, mezzanotte

Incontriamo le nostre tutor, Erminia e Cristina, in stazione a Forlì e salutiamo i nostri genitori. Dopo lo sforzo per trasportare le valigie, siamo finalmente pronti a partire. C’è chi ascolta la musica, chi chiacchera e chi dorme. La destinazione: aeroporto di Pisa.

Alle 6 del mattino decolliamo, osservando dal finestrino l’alba pallida che tranquillizza anche coloro che non hanno mai preso prima l’aereo. A metà mattina appena arrivati a Siviglia, veniamo accolti dalle famiglie e, divisi in coppie, ci dirigiamo nelle rispettive case per riposarci e riprenderci dallo stancante viaggio notturno. 

Il primo appuntamento nel centro della città è la sera stessa, con una guida locale di nome Reyes. L’eccentrica ragazza col rossetto rosso ci fa visitare il Casco Antiguo, ovvero il centro storico, e il Barrio de Santa Cruz, un antico quartiere ebraico caratterizzato da giardini e fontane, decorato con fiori e azulejos.

Il mattino seguente, dopo la prima notte ristoratrice, in gruppo ci dirigiamo nella sede di INCOMA per una riunione di accoglienza, alla fine della quale ognuno di noi viene accompagnato sul luogo di lavoro. Incontriamo i nostri tutor aziendali e, tra timidezza e aspettative, nei giorni seguenti cominciamo tutti a lavorare.

Iniziamo così a conoscere sempre più da vicino la cultura spagnola: impariamo qualche semplice parola per farci capire, ci adattiamo ai loro orari e, soprattutto grazie alle famiglie, assaggiamo il sapore di nuovi piatti squisiti. 

Il resto della settimana lo dedichiamo invece alla scoperta dei lati più pratici, e delle difficoltà di vivere in un luogo lontano da casa, dove nessuno parla la nostra lingua. Ci lasciamo però anche sorprendere dalla simpatia e gentilezza delle persone del luogo, dall’efficienza dei trasporti, e in generale dalla tranquillità che si respira passeggiando nella grande città andalusa. 

Domenica 24, è tempo di festeggiare i 18 anni di Alice e, per non farle sentire la nostalgia di amici e famiglia, decidiamo di organizzare un semplice picnic, stappando un Champagne para niños. È la perfetta occasione per conoscerci meglio e risposarci all’ombra, sulle sponde del Guadalquivir.

La seconda settimana è invece impiegata per visitare le principali attrazioni della città, divisi in piccoli gruppi e rispettando i vari orari lavorativi. La prima meta è l’Alcázar, uno dei Palazzi in uso più antichi al mondo, simbolo delle numerose culture che hanno convissuto a Siviglia. In seguito, la Catedral de Sevilla, la più grande chiesa gotica al mondo, nonchè terza chiesa cristiana dopo San Pietro in Vaticano e San Paolo a Londra. Un altro dei luoghi imperdibili è il Parque de María Luisa, completamente restaurato nel 1929 in occasione dell’Esposizione Ibero-Americana. Al suo interno si trova Plaza de España, lo spazio architettonico che più ci ha colpito: perfetto esempio dell’architettura neo-moresca, indica la via per l’America e rappresenta l’abbraccio della Spagna e delle sue antiche colonie.

E perché non terminare la settimana con una gita a Córdoba, cuore dell’Andalusia? Antica città, testimonianza del susseguirsi di differenti popoli, culture e religioni. Dopo una passeggiata per le vie della Judería, vecchio quartiere ebraico, e dopo aver consumato un rinfrescante gelato nei pressi del ponte romano, ci dirigiamo alla Mezquita. La grande moschea-cattedrale è uno dei massimi esempi di convivenza tra cristianesimo e islamismo, la cui maestosità e particolare architettura ci hanno stupito e affascinato. 

Con ancora negli occhi le meravigliose immagini dei tipici Patios e nel naso il profumo degli aranci e dei fiori, rientriamo verso casa.

Dato il nostro percorso di studi, durante la terza settimana, non poteva mancare una visita al Museo de Bellas Artes, una delle più importanti pinacoteche d’Europa. Tra lavoro e visite culturali, troviamo anche il tempo per svagarci. Il gruppo è sempre più unito, non siamo più semplici compagni ma amici. I pomeriggi scorrono tra risate, stupide canzoncine e fotografie che catturano i momenti migliori, come quelli passati al Metropol Parasol. Ebbene sì, per goderci il tramonto abbiamo deciso di recarci in cima a una struttura contemporanea completamente in legno, dove abbiamo ammirato Siviglia in tutto il suo splendore.

“Sotto il sole di Siviglia…” 

  Come tutti ci hanno detto, non è questa l’estate più calda registrata a Siviglia. Ciononostante iniziamo a sentire il bisogno di fare un tuffo. L’ultimo sabato decidiamo di spostarci un po’ più verso sud, alla ricerca del mare. Eccoci cosi a Cadice, graziosa città costiera arroccata su un promontorio sull’oceano Atlantico. Qui, dopo una breve passeggiata per il centro storico, decidiamo di recarci in spiaggia, a la Caleta, dove tra bagni nell’Oceano, passeggiate sulla battigia, musica e risate ci siamo spogliati delle nostre insicurezze. Di buon umore, anche se un po’ troppo arrostiti dal caldo sole andaluso, abbiamo fatto ritorno a Siviglia.

Per festeggiare le tre settimane di esperienza, ormai giunte al termine, abbiamo deciso di trascorrere un ultimo pomeriggio tutti insieme, con un`abbondante merenda in pieno stile spagnolo. 

10 Luglio, ore 8 del mattino

Ed eccoci qui, pronti per la partenza. Le facce sono stanche, ma soddisfatte: raccontano di acquisizioni. Eh sì, siamo tutti d’accordo quando diciamo che questa esperienza ci ha principalmente arricchito. Abbiamo imparato a risolvere piccoli problemi da soli, contando sulla nostra maturità. Abbiamo ora più consapevolezza delle nostre capacità, perché siamo riusciti a cavarcela in un ambiente totalmente estraneo, mostrando le nostre doti. Nonostante il nostro viaggio sia giunto al termine, non vogliamo pensarla come una fine. Non è il finale di un film drammatico dove tutti si dicono addio piangendo. La nostra fine è un traguardo, un confine, che delinea la prossima partenza. Il nostro è un arrivederci. È vero, tutto è nato col pretesto di intraprendere l’Alternanza Scuola Lavoro all’estero, ma è stato molto di più. Un gruppo di quasi sconosciuti si è ritrovato sullo stesso aereo, nelle stesse camere, allo stesso tavolo. Abbiamo parlato e ascoltato, capendo chi ci stava davanti: una persona con sogni e ambizioni che, grazie a questo viaggio, ha iniziato a crescere.

Clara e Giorgia in una foto pubblicata sul Diario de Sevilla, quotidiano locale. Nel loro tirocinio presso un teatro, hanno partecipato attivamente alle attività di promozione e presentazione della nuova stagione di commedie.

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