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MG2020: accettare le sfide ci ripaga. L’esperienza di Michele

Ciao a tutti voi lettori!

Mi chiamo Michele e sono uno dei 10 ragazzi che hanno vissuto l’esperienza dell’Erasmus a Maribor quest’anno 2017/2018. Partiamo subito con una premessa: a differenza di alcuni ragazzi che sono partiti con me, e che erano convinti appieno della cosa sin da subito, confesso che io all’inizio ero un po’ titubante. È stato un mio amico a convincermi, in quanto aveva partecipato ad una edizione precedente ed era stato entusiasta… e aggiungerei per fortuna che l’ha fatto!

L’esperienza è stata formativa già dalle selezioni: era infatti per me la prima volta che mi cimentavo nella creazione di un curriculum e nel sostenimento di un colloquio, entrambi in inglese. Superato questo primo passo, il resto in realtà è stato praticamente tutto in discesa. Partendo dalla compagnia: i ragazzi del mio gruppo erano molto simpatici e il fatto che provenissimo da contesti differenti non ci ha impedito di legare; abbiamo anche fatto amicizia con un gruppo di ragazzi dell’Umbria, che facevano un progetto analogo al nostro, e con degli studenti sloveni. Non da meno sono state le tutor, che ci hanno sempre aiutato nei casi di bisogno ed erano disponibili per ogni evenienza. Per quanto riguarda la città, Maribor è molto graziosa e piacevole da visitare; infatti, nonostante le dimensioni non particolarmente grandi, si presta ai turisti più disparati, passando dall’Europark per lo shopping, al monte Pohorje per gli escursionisti, sino alle diverse chiese ed edifici storici per chi apprezza gli aspetti più culturali. Senza poi dimenticare la pianta di vite più longeva al mondo (400 anni)!

Bertoni Roffi
Michele e un compagno al lavoro!

Arriviamo infine all’esperienza in azienda: a parte qualche difficoltà di comunicazione legata alla poca conoscenza della lingua inglese da parte di alcuni colleghi, il lavoro era inerente al mio corso di studi e ho avuto modo di mettere in pratica alcune competenze acquisite a scuola.

Anche se ci sarebbe tanto altro ancora da raccontare riguardo a questa esperienza, ci tengo a concludere sottolineando come per me questa sia stata un’importante occasione di crescita personale e professionale: sono diventato più autonomo, ho imparato ad uscire di più dal guscio in cui a volte mi chiudo e ho imparato che, spesso, accettare le sfide che ci vengono proposte ripaga.

Detto questo, se per caso qualcuno che sta leggendo questo articolo dovesse essere nel dubbio riguardo al  partecipare o meno a questa esperienza, non posso che ribadire il mio invito ad accettare questa sfida: anche io all’inizio ero insicuro, ma vi posso assicurare che ne vale veramente la pena!

Michele Roffi

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