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Erasmus a Tirana, un mese che ha lasciato il segno

Siamo quattro ragazze italiane, tra i 17 e i 18 anni, provenienti da tre scuole diverse del Riminese, volenterose di mettersi alla prova dal punto di vista lavorativo e pratico: indipendenza, interfacciarsi con una nuova cultura, gestione di emozioni, stress, etc… sono solo alcune delle cose che sono state rese possibili dall’esperienza Erasmus a Tirana

Il nostro viaggio è iniziato il 10 settembre, o meglio, effettivamente è iniziato nella mattina dellì11 settembre, a causa della cancellazione del volo. Si è poi concluso il 9 ottobre, dopo aver passato un mese intenso che ci ha cambiate profondamente e ci ha sicuramente cresciuto. 

Ma ora passiamo alla nostra esperienza: dopo lo shock iniziale per il volo cancellato e una breve realizzazione dell’avvenimento, abbiamo deciso di non farci abbattere e passare una giornata a Bologna. 

Ci è stato programmato il volo successivo per la sera stessa, alle 23 e siamo poi atterrate a Tirana verso l’una di notte. Sfortunatamente, l’autista del taxi che ci avrebbe dovuto portare in ostello, spazientito probabilmente dal ritardo, se n’è andato, lasciandoci lì fino alle 2. Per fortuna, la nostra agenzia ha risolto tutto e si è anche curata di lasciarci riposare un po’ di più la mattina seguente, accompagnandoci a lavoro verso le 11. Inoltre, la nostra accompagnatrice Angelica, ha seguito con cura ogni nostro movimento anche di notte e ci siamo sentite sempre al sicuro e supportate in questa avventura. 

Essendo partite con un’idea vaga dell’Albania, non sapevamo cosa aspettarci da Tirana, ma siamo state piacevolmente sorprese. Il secondo giorno infatti, il nostro receptionist Gerti ci ha portato in un tour guidato attraverso la città di Tirana che, inizialmente sarebbe dovuto durare un’ora e mezza ma, che Gerti cercando di soddisfare tutte le nostre curiosità ha allungato, facendolo arrivare a quattro ore. In questo periodo abbiamo potuto ammirare come nella capitale, tradizioni e innovazioni con l’avanzare dei tempi stiano iniziando a coesistere, infatti abbiamo potuto osservare sia opere centenarie che molte strutture moderne, alcune delle quali ancora in fase di costruzione. Una cosa che ci è saltata subito all’occhio è che Tirana si potrebbe dire essere una città che sta “sorgendo dalle ceneri”, data la sua spinta all’innovazione e alla modernizzazione che segue un periodo molto buio della storia dell’Albania.

Ma ora passiamo al sodo. Dal momento che a scuola frequentiamo indirizzi diversi non abbiamo svolto lo stesso tirocinio: alcune di noi hanno imparato strategie di marketing, altre a programmare e altre ancora a fare ricerca su argomenti di stampo scientifico. 

I primi giorni sono stati difficili: adattarsi a nuovi ritmi, apprendere tecniche mai viste prima  e cercare di dare il meglio di noi stesse. Ma, con il passare delle settimane, la nostra  determinazione ha pagato. Abbiamo imparato tanto, non solo dal punto di vista lavorativo, ma anche  personale

La nostra mobilità tuttavia, non è stata solo lavoro, anzi! Perché abbiamo deciso di immergerci a 360 gradi nella nuova città che ci avrebbe ospitato per il mese a seguire. Infatti alla cucina casalinga, non è sicuramente mancata la sperimentazione culinaria del cibo tradizionale. Per esempio, già dai primi giorni abbiamo assaggiato dei piatti tipici della cultura che ci sono stati consigliati dalla nostra tutor, la quale avendo origini sia italiane che albanesi è riuscita a farci provare piatti, che pur essendo particolari, non sconvolgessero i nostri gusti. 

Inoltre abbiamo avuto diverse opportunità di svago: sia quelle organizzate dalla nostra agenzia ospitante, ma anche quelle programmate da noi nei canonici briefing di inizio settimana. Ad esempio, oltre all’uscita fuori porta in Kruja, organizzata dall’agenzia, abbiamo avuto modo di visitare le bellissime montagne poco fuori Tirana e di prendere parte ad attività come l’escape room. Abbiamo poi deciso di accostare questa parte di divertimento ad una parte formativa, visitando svariati musei e interessandoci alla storia della nazione.

Probabilmente sembrerebbe scontato limitarci a consigliare l’esperienza, cosa che comunque facciamo con enfasi, tuttavia non vogliamo illudervi. Questo tipo di esperienza ti offre sicuramente una grande opportunità, ma non sarà sempre facile. Anzi, vi verrà richiesto un impegno che sarà sia professionale che umano. Non è infatti facile adeguarsi a nuove abitudini, sia proprie che delle persone che condividono i tuoi spazi. 

In conclusione nonostante uno possa pensare di avere dei muri insormontabili, l’Erasmus è quel  gradino che ti aiuta a superarli.

Spaccate tutto!

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