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Hasta luego Jerez! Il nostro Erasmus in Andalusia

Siamo dieci studenti dell’ISIS “Giordano Bruno” di Perugia e oggi vi vogliamo raccontare il nostro Erasmus di un mese a Jerez de la Frontera. 

Partiamo dal fatto che il nostro Erasmus è stato avventuroso fin da subito! Siamo partiti il 3 maggio dall’aeroporto di Fiumicino e diciamo che il viaggio di andata non è stato proprio dei migliori… Mentre eravamo in fila al gate per imbarcarci a Ciampino (perché da qui dovevamo partire), ci hanno detto che il nostro volo sarebbe partito da Fiumicino. Panico! In più, il volo è partito con circa 10 ore di ritardo. Insomma, una serie di eventi degni di un romanzo d’avventura.

Siamo arrivati all’aeroporto di Siviglia nel cuore della notte e così abbiamo dormito in un piccolo hotel in un pueblito a metà strada tra Siviglia e Jerez: Las Cabezas de San Juan. Uniser, in costante comunicazione con la nostra accompagnatrice Sara, ha seguito con cura ogni nostro movimento anche di notte e ci siamo sentiti sempre al sicuro e supportati in questa avventura. Questo viaggio di andata comunque, anche se stressante, ci ha aiutato ad unirci fin da subito! La mattina seguente abbiamo lasciato l’hotelito e abbiamo preso un autobus finalmente alla volta di Jerez. Questa città ci ha accolti fin da subito con il calore e l’energia tipici dell’Andalusia e ci ha fatto dimenticare magicamente quello che era successo il giorno prima. 

Prima di partire non sapevamo cosa aspettarci e ci chiedevamo se questa piccola città potesse offrirci l’esperienza che desideravamo, ma sin dal primo giorno Jerez ci ha sorpreso e affascinato con la sua bellezza, le sue tradizioni e la cordialità dei suoi abitanti. La prima cosa che ci ha colpito è stata l’atmosfera vivace e accogliente della città. Le stradine strette e piene di storia ci hanno fatto sentire subito a casa. 

Siamo arrivati proprio nel giorno dell’inaugurazione della Feria del caballo, una delle feste più importanti della città, che ogni anno attira migliaia di visitatori provenienti da tutta la Spagna. La Feria è stata la cosa che ci è piaciuta di più, con i suoi colori vivaci, la musica flamenca e l’allegria che si respirava ovunque. 

Durante il tempo libero abbiamo visitato la stupenda Cadice, una delle città più antiche d’Europa, affacciata sull’oceano Atlantico, con le sue spiagge dorate infinite.

Ma l’Erasmus non è stato solo divertimento e cultura. Per noi ha rappresentato anche un’importante opportunità di crescita professionale. Ognuno di noi ha svolto un tirocinio presso aziende locali, entrando in contatto diretto con il mondo del lavoro in un contesto nuovo e stimolante.

Dato che a scuola frequentiamo indirizzi diversi non abbiamo svolto lo stesso tirocinio. Alcune di noi hanno imparato le tecniche sartoriali e le strategie di marketing, affinato le proprie competenze nel design e nella sartoria. Altre hanno imparato nuove tecniche di cucito e studiato il processo creativo dalla progettazione alla realizzazione finale dei capi. Altri hanno invece imparato sulla chimica che sta dietro alla preparazione dei farmaci e studiato l’organizzazione di una farmacia. Altri ancora hanno imparato a fabbricare e a imballare saponi e profumi. Tutti, però, indistintamente abbiamo imparato a relazionarci con persone più grandi in un contesto lavorativo molto serio.

L’Erasmus è stata un’esperienza trasformativa: ci sentiamo cambiati, cresciuti.

Abbiamo imparato a comprendere una nuova lingua e ad accettare i diversi punti di vista. Ma quello che ci porteremo nel cuore sono soprattutto le persone che abbiamo incontrato e le amicizie che abbiamo stretto. La parte più bella di questa esperienza è stata stare insieme ai nostri amici e aver creato nuovi legami.

Grazie, Jerez, per averci accolto con il tuo calore e per averci fatto sentire parte della tua comunità. 

Hasta luego!

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